Sono sempre stato appassionato di frutta strana ed esotica.

Banane, ananas e kiwi, pur essendo frutta “esotica” e praticamente sconosciuti appena 50 anni fa dalla maggior parte della popolazione, sono ormai fin troppo comuni e diffusi in tutto il mondo.

Ci sono tuttavia molti altri frutti nel mondo che probabilmente non hai mai sentito nominare, ma che non hanno nulla da invidiare a quelli che conosciamo.

 

I 20 frutti più difficili da trovare.

Forse molto presto saranno ogni giorno anche sulle nostre tavole, chissà.

Cherimoya (o Cirimoia o Annona Cherimoia)

Cherimoya

Questo frutto è forse uno dei pochi che hai assaggiato. Difficile descrivere il sapore, ma si avvicina a un mix di fragola e uva. Si scioglie in bocca come una crema ed è noto per le sue proprietà di guarigione per far passare la febbre e la dissenteria. L’unico inconveniente è che i suoi semi sono velenosi.

Si trova in Sud America, Asia, ma anche in Spagna e Calabria!

 

Durian

Durian

Probabilmente il mio frutto esotico preferito.

La peculiarità più famosa del durian è il suo odore terribile che contrasta totalmente il suo gusto delizioso. La frutta contiene zolfo, il che spiega il suo odore di cipolla marcia e calzini sporchi, ma è dolce e cremoso. Una sorta di crema densa con diversi gradi pungenti di sapore. Meglio comunque non mangiarne troppo perché provoca un aumento della pressione sanguigna.

Se in stagione è comunemente reperibile nei mercati del sud est asiatico, specialmente in Thailandia, Malesia, Indonesia e Filippine (a Davao tutto l’anno).

 

Jackfruit

JACKFRUIT

Il frutto più grande del mondo.

Può arrivare anche a 30 kg di peso e quasi 1 metro in lunghezza.

Il suo sapore è un mix di banana, ananas e mango, mentre i suoi semi hanno un sapore che ricorda le noci e il cacao.

In tutto il sud est asiatico si trova facilmente in stagione e si può comprare anche acerbo nei supermercati poiché fa parte della tradizione culinaria di molte popolazioni. Lo spezzatino di jackfruit è ad esempio un piatto vegetariano super nutriente e soddisfacente. Tant’è che ultimamente è stato riscoperto in cucina perché ricorda la carne.

 

Jabuticaba

Jabuticaba

Il gusto di Jabuticaba assomiglia all’uva, ed è usato per produrre gelatine, vino e liquori. La buccia essiccata è utilizzata da secoli in Brasile come rimedio popolare contro l’asma.

La caratteristica più curiosa di questa pianta è che fa i frutti direttamente sul tronco.

Si trova facilmente in Brasile sud orientale, se in stagione.

 

Frutto miracoloso

frutto-miracoloso

Questo è uno dei frutti più curiosi e “magici” che esista. Non so se abbia proprietà curative o antiossidanti, ma la sua caratteristica principale è che se lo mangi, qualsiasi cosa che assaggi dopo (anche entro un’ora) avrà un sapore dolce.

Sembra che contenga una sostanza chiamata appunto “miracolina”, che è diventata un sostituto dello zucchero per i diabetici.

Originaria dell’Africa occidentale, si trova nei mercati locali, oppure essiccata, in costosi formati e confezioni anche su amazon.

 

Banane rosse

banana rossa

Questi frutti dolci hanno un gusto diverso dalle banane tradizionali, avvicinandosi al sapore di mango e lampone.

Le banane rosse contengono molto più potassio, beta-carotene e vitamina C rispetto alle banane ordinarie.

In Bolivia le migliori che abbia mai assaggiato, ma si trovano soprattutto in India e in altri paesi asiatici come la Birmania (che non ho trovato molto saporite in verità).

 

Kiwano

kiwano

Appartenendo alla famiglia delle cucurbitacee è anche conosciuto come melone cornuto o cetriolo africano. Il frutto maturo ha un gusto che è un mix di cetrioli, kiwi e banana.

Ricco in vitamina A e C è una che una buona fonte di fibre e alcuni studi dimostrano che sia efficace come regolatore ormonale, soprattutto per l’adrenalina e lo stress, il che lo rende utile per chi soffre di ansia.

Originario dell’Africa orientale e del sud.

 

Tamarillo

tamarillo

Il tamarillo è un parente del pomodoro, della melanzana e del peperoncino. Assomiglia ai pomodori dolci e ai frutti della passione. Si presta benissimo nelle insalate o per fare delle zuppe fredde molto saporite.

E’ originario delle Ande, ma oggigiorno si trova comunemente nei mercati, in tutta l’america centrale e in alcuni paesi del sud. Raramente in Europa, ma facilmente coltivabile anche in Italia, in climi caldi e temperati.

 

La mano di buddha

mano di buddha

Questo agrume è apprezzato per la sua buccia profumata che ricorda il limone e la viola. E’ così profumato che spesso viene utilizzato per aromatizzare gli armadi e gli ambienti. C’è pochissima polpa all’interno e spesso assenza di succo.

Il nome caratteristico viene dalla peculiare forma ed è considerato un frutto portafortuna in Asia, dove è piuttosto conosciuto e utilizzato come segno ornamentale di benvenuto, ma anche in cucina in alcuni piatti della tradizione cinese.

 

Salak (o Snake Fruit)

salak

A causa della sua buccia squamata, il salak è conosciuto anche come Snake Fruit. Ha una consistenza croccante e un gusto insolito, inaspettato. Assomiglia vagamente a un mix di ananas, banana e noci.

Si trova ovunque in stagione a Bali e in tutta l’Indonesia.

 

Zapote Nero

zapote nero

Lo Zapote nero è forse l’unico frutto che sviluppa questo colore al suo stato massimo di maturazione. Assomiglia a un budino al cioccolato sotto molti aspetti, gusto, colore e densità, ma è molto più sano.

Fa parte della famiglia dei cachi ed è ricchissimo di vitamina C, quattro volte quella contenuta nelle arance.

Originario del Messico, viene servito schiacciato con succo d’arancia e panna montata.

 

Mouse Melon (Cucamelon)

mouse melon

Sembra molto carino con la sua forma di una piccola anguria. Nonostante questo, il cucamelon o anche cetriolino messicano non è dolce. E’ più simile a un cetriolo con qualche goccia di succo di limone e leggermente amaro se mangiato con la buccia.

In Messico e in America Centrale è consumato sottoaceto o fritto o aggiunto a salse per aumentarne in sapore.

Nell’America pre-colombiana veniva usato per molti altri scopi, incluso come ingrediente della loro medicina tradizionale.

 

Biriba

Biriba

Un altro frutto che al suo stato massimo di maturazione diventa nero, anche se in questo caso è solo la sua pelle. Il Biriba fa parte della stessa famiglia della Cherimoia (Annonacee) e ha un sapore che ricorda una torta al limone.

Il biriba, è probabilmente proveniente dalla foresta amazonica in Brasile e Perù, ma è diffuso anche in america centrale, nei Caraibi etc.. L’albero è piuttosto piccolo, ma riesce a sopravvivere anche alle inondazioni.

 

Marang

marang

Uno dei frutti più dolci che conosco. Ha un sapore che non assomiglia a niente altro, ma vagamente come odore può ricordare il durian, quindi molto caratteristico e intenso.

Va mangiato perfettamente maturo, altrimenti non è buono e deperisce in fretta, motivo per cui non è commercializzato al di fuori del suo paese di origine, l’isola di Mindanao nelle Filippine del sud.

 

L’albero del pane

albero del pane

Questo frutto può essere mangiato in diverse fasi. Quando è maturo è dolce e cremoso, mentre acerbo assomiglia al pane appena sfornato. E molto nutriente e proteico, basta pensare che un solo frutto (circa 3 kg) può fornire il fabbisogno calorico ad una famiglia di 4 persone.

Il frutto può anche essere ridotto in farina e utilizzato per fare i pancake o crèpes ed è largamente diffuso nelle isole a sud del Pacifico e anche alle Hawaii.

 

Finger Lime

finger lime

Questo è davvero strano. La polpa assomiglia al caviale come si presenta, da qui infatti viene il nome non ufficiale di “caviale di lime”. Le piccole perline di succo che si mangiano, scoppiano in bocca e sanno di limone.

Data la sua somiglianza col caviale, questo frutto si sta guadagnando la sua fama nella cucina di elite di tutto il mondo, con prezzi che arrivano anche a 150 € al kg.

Originario dell’Australia, nelle foreste tropicali del Queensland e South Wales.

 

Cupuaçu

Cupuaçu

Un parente stretto e talvolta anche un sostituto del cacao. Una interessante alternativa con un gusto più complesso.

Non l’ho mai assaggiato né trovato, ma a quanto pare ha davvero caratteristiche simili al burro di cacao e infatti viene utilizzato anche per la preparazione di cosmetici.

Ricco in vitamina A, gruppo B e C è originario del Sud America, nella foresta Amazonica.

 

Longan

Longan

Ampiamente conosciuto come il fratello minore del litchi, il longan è dolce e succoso con un ricco aroma di muffa :-).

Preferisco di gran lunga il litchi o il rambutan, ma in mancanza d’altro anche il longan è apprezzato.

Questo frutto contiene molti zuccheri, vitamina C, calcio, ferro e fosforo e si trova in tutti i mercati del sud est asiatico.

 

Akebia

Akebia

I frutti di Akebia sono dolci e fragranti, assomigliando molto al lampone. In occidente è conosciuta di più come pianta rampicante e ornamentale e per l’aroma che lascia che ricorda il cioccolato.

L’akebia è ricca di proprietà diuretiche e analgesiche e sembra che sia un prezioso alleato per favorire la produzione di latte materno.

Si trova in Giappone, Cina, Nuova Zelanda e Stati Uniti.

 

Hala Fruit

Hala fruit

Uno dei frutti più spettacolari che esista. Il frutto può essere mangiato sia crudo che cotto e anche utilizzato come filo interdentale :-). I suoi cunei sono trasformati in collane, mentre le foglie si dice che abbiano proprietà medicinali.

Non ho mai assaggiato un Hala fruit, ma sembra abbia il sapore di una zucca dolce.

Reperibile alle Hawaii, Fiji e nelle altre isole del Pacifico.

 

Ce ne sarebbero moltissimi altri, ma questi sono i frutti più strani e belli che ho, in alcuni casi, avuto il piacere di aprire e assaggiare. Chissà che non siano stati di ispirazione per un tuo futuro viaggio!

 

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