Dopo la prima parte dell’articolo dedicato al convegno di studi McDougall, ecco il suo interessantissimo seguito, con altri 4 ricercatori di punta che riportano le loro più attuali scoperte nel campo della salute e della nutrizione vegana.

di Frederic Patenaude

 

Dan Buettner: le “zone blu”

Convegno Nutrizione Vegana

Dan Buettner è l’autore di un famoso libro sulle cosiddette “Zone blu”, ovvero le aree del mondo in cui le persone godono di maggior salute e longevità.

Dan è un giornalista del National Geographic e ha passato molto tempo tra le popolazioni più longeve della Terra. Ecco le parti più interessanti del suo intervento.

Sardegna

E’ stata la prima zona blu ad essere scoperta. Aspetto inusuale: la percentuale di uomini e donne tra gli ultra-centenari è la stessa (mentre negli Stati Uniti, per ogni uomo che raggiunge i cent’anni, ci sono circa 5 donne).

Le caratteristiche riscontrate tra gli ultra-centenari sardi:

  • Il fattore cruciale nella dieta era il consumo d’orzo. Coloro che ne consumavano di più, vivevano più a lungo.
  • Numero di figlie: più ne avevano, meglio era! Non sappiamo esattamente perché.
  • Professione: i contadini non vivevano a lungo, forse perché lavoravano duramente in alcune stagioni per poi fare una vita sedentaria in altre. I pastori erano quelli che vivevano più a lungo, forse perché si muovevano ogni giorno dell’anno. Essi seguivano due tipi di dieta: una “al sacco” che portavano con sé quando si muovevano con gli animali, che consisteva in pane senza lievito e formaggio. La dieta che seguivano a casa era invece a base di orzo e verdure. Consumavano carne in media 5 volte al mese.
  • Ma soprattutto, non c’erano case di riposo! E le persone anziane godevano di molto rispetto.

Okinawa  

Aspetto peculiare: questa zona ha avuto le donne più longeve del pianeta.

  • La dieta consisteva soprattutto di patate dolci e riso. Consumavano poco pesce (nessuna delle zone blu ne consumava molto).
  • Filosofia: Hara Hachi Bu, che significa: smetti di mangiare quando il tuo stomaco è pieno all’80%.
  • Ancor più importante della dieta e dell’esercizio fisico, sembra essere stato l’aspetto culturale: la solitudine non esisteva. La speranza di vita si accorcia di 8 anni se sei solo e non hai almeno 5 buoni amici.
  • A Okinawa non esiste una parola per indicare la “pensione”. Esiste invece una parola che indica l’intera vita adulta e che più o meno significa: “la tua ragione per alzarti al mattino”. Tutti gli ultra-centenari sanno di cosa si tratta.

Avventisti del settimo giorno, California

Si tratta di una zona blu anomala, che si trova negli USA e ha la più alta concentrazione di ultra-centenari della nazione.

La speranza di vita è di 89 anni (contro gli 80 anni della media delle donne americane) e di 87 anni per gli uomini (contro i 76 anni degli altri uomini americani). Per gli uomini c’è una differenza di ben 11 anni! E ben vissuti, per di più.

Ecco i fattori-chiave riscontrati:

  • Sabbath: il venerdì sera si smette ogni attività. Il sabato c’è un pasto comunitario, seguito da una passeggiata nella natura.
  • Dieta ispirata alla Bibbia (Genesi). Per lo più è una dieta vegetariana, con diversi gradi di rigidità.

Dan racconta la sorprendente storia di un medico che ha festeggiato recentemente il suo 101-esimo compleanno. A 95 faceva ancora lavori pesanti e praticava la chirurgia! Divenne vegano intorno alla cinquantina, dopo aver toccato l’arteria di un suo paziente e averla sentita “scricchiolare” tra le sue dita. Fu questa sensazione tattile a convincerlo a diventare strettamente vegano.

Nicoya, Costa Rica

In questa zona blu c’è la probabilità più alta di raggiungere i 90 anni (in buona salute).

Qui la dieta consiste soprattutto di:

  • legumi
  • mais bagnato nel lime
  • zucca

Ikaria, Grecia

L’ultima zona blu trovata è un’isola greca. Fatto interessante: non c’è demenza senile qui (trovati solo 5 casi lievi). In America, all’età di 85 anni, c’è il 40% di probabilità di ammalarsi per gli uomini, e il 60% per le donne.

Qui la dieta è strettamente mediterranea e consiste principalmente di:

  • legumi
  • patate
  • 70 tipi diversi di verdure, incluse erbe selvatiche usate in infusione. Una teoria è che queste tisane siano diuretiche e abbassino la pressione sanguigna, contribuendo alla longevità degli abitanti di Ikaria.

Buettner racconta la storia di un uomo di Ikaria che si trasferì negli Usa all’età di 22 anni. Visse il sogno americano, fino a che, a 66 anni, gli fu diagnosticato un cancro terminale ai polmoni. Anziché aspettare la morte a Detroit, decise di tornare a Ikaria con la sua famiglia. L’autore lo incontrò a 102 anni, quando ancora produceva il suo vino e se lo beveva! “Immagino…di essermi dimenticato di morire” fu la sua spiegazione!

Conclusioni: Buettner sostiene che nessuno degli ultra-centenari che ha incontrato si è sforzato di vivere a lungo. Semplicemente è successo.

Tra tutti i fattori da lui considerati, quelli più importanti in termini di longevità e qualità della vita sono:

  • Movimento naturale (no palestra), frequente e regolare.
  • Giusto atteggiamento. Rituali per allontanare e prevenire le preoccupazioni. Riposo. Scopi nella vita. Nessun “ritiro” in pensione aspettando la morte.
  • Bere un po’. Sembra che bere un po’ di vino aumenti la longevità.
  • Dieta vegetale (90-95%). Dieta composta al 65% da amidi, in cui i legumi avevano un posto importante. Se gli americani consumassero una tazza di legumi al giorno, vivrebbero quattro anni di più.
  • Relazioni. I propri cari venivano messi al primo posto.
  • Appartenenza a una comunità di fede. Andare in chiesa quattro volte al mese sembra aumentare significativamente la longevità. Non si sa se il fattore determinante sia l’aspetto comunitario, o qualcos’altro.
  • La giusta compagnia. Se i tuoi tre migliori amici sono obesi e malati, c’è un 50% di probabilità che tu diventi come loro.

L’intervento si conclude descrivendo un interessante progetto per creare una zona blu in una piccola città del Minnesota. Sarà interessante seguirne gli sviluppi!

 

Michael Klaper: prosperare con una dieta vegetale

(evitando gli errori nutrizionali e ottimizzando la propria salute)

klaper veganismo convegno

 

 

Il dr. Klaper è un brillante oratore, e nel suo intervento affronta il tema dell’alimentazione vegana ottimale.

Riportiamo qui i punti più interessanti del suo discorso.

L’ipotesi dell’“inverno” metabolico

Si tratta di un’interessante nuova ricerca. Per conoscerla più approfonditamente, ecco il link [in inglese].

I ricercatori affermano: “L’obesità e i disturbi cronici vengono osservati più frequentemente nelle persone e negli animali (domestici) che vengono tenuti al caldo e iper-nutriti. Analogamente al ciclo circadiano e alla maggior parte degli altri organismi viventi, è ragionevole credere che anche noi ci adattiamo alle stagioni e abbiamo in noi i geni per sopravvivere all’inverno. Forse il nostro problema è che l’inverno non arriva mai.”

Avvicinandosi all’inverno, le calorie cominciano a scarseggiare, le giornate a farsi più fredde e buie, e questi sono segnali che dovrebbero attivare tutti i nostri meccanismi di sopravvivenza, che sono anche dei fattori anti-invecchiamento. Ma siamo riusciti a escludere l’inverno dalla nostra vita. Abbiamo trasformato la notte nel giorno. E mangiamo in continuazione. Come possiamo riattivare di nuovo questi meccanismi? Attraverso l’alimentazione e il digiuno.

Il dr. Klaper passa quindi a descrivere tre categorie di cibi diversi attraverso l’immagine di un triangolo: i cibi vegetali a bassa densità (vertice), i cibi animali ad alta densità (angolo sinistro), e i cibi vegetali ad alta densità (amidi, ecc.) (angolo destro).

La dieta americana si basa sulle categorie alla base del triangolo, la dieta “paleo” parte dall’angolo sinistro, mentre quella vegana da quello destro. La chiave è invece partire dal vertice (cibi vegetali a bassa densità) e non mescolare grassi e amidi assieme. Questa è un’idea interessante: separare i grassi e gli amidi!

Quando mescoliamo grassi e carboidrati, il nostro corpo brucia i carboidrati e immagazzina i grassi (come grasso corporeo). Questo è ottimo se vogliamo ingrassare, ma se vogliamo perdere peso, meglio assumere i grassi assieme a verdure a bassa densità calorica. Aspettando 2-4 ore prima di consumare zuccheri o amidi.

Paleo-diete

Klaper sostiene che chi segue una dieta paleo può anche apparire atletico e giovanile ora (perché si allena), ma si sta candidando a soffrire di cuore, di cancro al colon, infarto e disturbi auto-immuni in un prossimo futuro.

Digiuno

Suggerisce a chi vuole perdere peso di saltare la colazione, poiché la notte si bruciano i grassi. Questo consiglio si basa su calcoli in tempo reale dei metabolismi attraverso speciali macchinari. Si può estendere il “digiuno” notturno saltando la colazione e limitando l’orario dei pasti dalle 12 alle 6 di pomeriggio.

Errori nelle diete vegane

Il resto del discorso verte sugli errori e gli accorgimenti da adottare nelle diete a base vegetale. Ecco i punti-chiave:

  • Vanno integrate: vitamina B12, vitamina D e DHA/EPA (consiglia 300 mg di DHA ricavato da alghe per 90 giorni, in caso di carenza)
  • Assunzione quotidiana di verdure a foglia verde
  • Assunzione quotidiana di 1-2 cucchiai di semi di lino o di canapa macinati + 8-10 noci
  • La carenza di iodio può essere un problema dato che il suolo ne è povero. Alcune alghe come la wakame a volte funzionano. Ma attenzione alla kelp, che contiene anche troppo iodio: va presa in piccole quantità.
  • Evitare gli oli.

Vegani che non stanno bene?

Una piccola percentuale di persone sembra non riuscire a stare bene con una dieta vegana e poi ne parla nei blog.

Klaper ritiene che questo accada perché il corpo, abituato da decenni ad assumere cibi animali, non riesce a fare la transizione ai nutrienti vegetali. Ma, sottolinea, non si tratta della normale fisiologia umana.

La soluzione che propone per queste persone è di fare una transizione graduale, continuando a mangiare carne, ma nella minor quantità e più raramente possibile. Dopo un po’, sembra che il loro corpo si abitui ai nutrienti vegetali così da poter smettere di mangiare carne senza problemi.

 

Michael Wilkes: decisioni cliniche e condivisione

wilkes dieta vegana

L’intervento successivo riguarda le cure non necessarie nella comunità medica, così come il tema controverso degli screening.

Il discorso è un po’ difficile da riassumere, ma ecco il nocciolo.

L’assistenza non necessaria è piuttosto comune. Essa può essere:

  • Non necessaria: non dà alcun beneficio (non c’è il disturbo), oppure i danni del trattamento ne superano i benefici
  • Inefficace: non più efficace di un placebo. E’ stato dimostrato anche nel caso della chirurgia!
  • Non voluta: se il paziente venisse veramente informato dei rischi/benefici, non la vorrebbe.

– Tra i tanti tests come il PSA (per il cancro alla prostata), ci sono molto falsi positivi e molte vite rovinate come risultato. Per una persona che può essere salvata con gli screening, molte altre ricevono trattamenti non necessari.

– Si sviluppano farmaci per persone molto malate, e le case farmaceutiche hanno un grosso incentivo a incrementare il mercato per questi farmaci. Una volta che un farmaco è stato approvato, però, può essere prescritto per qualsiasi cosa!

– Prima di prendere un farmaco, assicurati che esso sia stato studiato sulla popolazione a cui appartieni e per il disturbo di cui soffri.

– Chiedi al tuo medico “ci sono prove che questo farmaco mi darà dei benefici?”

– 100.000 persone muoiono ogni anno per cure ed errori medici (stima prudente)

– Gli Usa sono la 37-esima nazione al mondo in ordine di salute. La prima è Cuba! Qualcosa da rivedere?

– Se c’è una cosa peggiore di come si mangia, negli Usa, è come si muore: non si muore bene e non si muore come si vorrebbe morire. Wilkes raccomanda di prepararsi legalmente e lasciare scritte le proprie volontà, in caso succeda qualcosa, riguardo le cure mediche che si desidera e non si desidera ricevere.

– Podcast [in inglese] disponibile qui: www.essentialevidenceplus.com/subscribe/netcast.cfm

 

John McDougall: gli estremi della nutrizione umana

McDougall convegno nutrizione

McDougall affronta il suo argomento preferito, ovvero la dieta a base di carboidrati.

Mette a confronto tre tipi di diete, due di queste agli estremi opposti:

  • La dieta eschimese (“eschimese” è il termine che viene ancora usato nella letteratura medica, anche se il termine politicamente corretto da usare ora è “Inuit”)
  • La dieta McDougall
  • La dieta di riso di Walter Kempner

estremi nutrizione umana

La dieta Inuit/Eschimese

Chi sostiene che la dieta a base di carne degli eschimesi fosse salutare si sbaglia. La letteratura scientifica lo dimostra. Gli Inuit soffrirono di grave aterosclerosi per tutto il corso della loro storia conosciuta. Non esiste alcun “paradosso eschimese”.

Dieta McDougall

McDougall passa in rassegna una ricerca fatta su dieta McDougall e sclerosi multipla, che sta mostrando risultati sorprendenti già dopo un solo anno.

Dieta di riso di Walter Kempfner

Il dr Kempfner trattò casi di obesità patologica e altri gravi problemi di salute con una dieta a base di riso bianco, frutta, succhi di frutta e zucchero bianco. Usò lo zucchero bianco per diminuire il contenuto proteico della dieta.

La dieta era composta da:

  • 90% carboidrati
  • 5% proteine
  • 5% grassi

I risultati che ottenne furono incredibili: riuscì a curare malattie “incurabili” come estrema ipertensione, obesità patologica e diabete così come altri disturbi collegati. Anche lo zucchero bianco ha avuto un ruolo nel complesso.

Secondo McDougall, la dieta McDougall è per i “vivi”, mentre la dieta di riso di Kempfner è per i “quasi morti”: la maggior parte delle persone non ne ha bisogno, ma è importante conoscerne l’esistenza. Egli la prescrive mediamente a 2-3 pazienti l’anno, quando nient’altro sembra funzionare.

 

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