Vivere 100 anni è possibile?

vivere 100 anniEsistono culture in cui è normale vivere fino a 100 anni (e oltre)? Se sì, che caratteristiche hanno queste culture? Qual è il loro stile di vita e quale tipo di alimentazione seguono?

In questo articolo troverai le risposte a queste domande, a partire da un’interessante ricerca condotta a riguardo.

 

C’è infatti un libro, intitolato “Lezioni di lunga vita. Le zone blu. I segreti delle popolazioni ultracentenarie”, in cui vengono descritti i risultati di alcune ricerche effettuate sulle aree del mondo caratterizzate da una concentrazione anomala di individui centenari.

Un merito di questo libro è di basarsi su ricerche reali e verificabili.

In passato, molti hanno riportato casi di comunità molto longeve, come quella degli Hunza in Pakistan, o quella degli abitanti di Vilcabamba, in Ecuador. Il problema è che la documentazione in queste aree era molto scarsa, e non c’era modo di verificare l’età effettiva dei presunti centenari.

donna hunza

Qualcuno, per esempio, poteva dichiarare di avere 110 anni e averne in realtà solo 90. Questo tipo di esagerazione è, infatti, piuttosto comune.

Ne “Lezioni di lunga vita” i ricercatori hanno utilizzato tecniche scientifiche d’avanguardia per verificare l’età delle persone e, usando i dati contenuti nel DNA, sono riusciti a ottenere informazioni anche sugli antenati degli individui studiati. Combinando questi dati con certificati di nascita attendibili, hanno potuto identificare alcune aree del mondo in cui la durata della vita è sensibilmente superiore alla media.

 

Queste “zone blu” sono:

– la Sardegna (sì, proprio in Italia!)
– le isole tropicali di Okinawa, in Giappone
– la penisola di Nicoya, in Costa Rica
– il gruppo religioso degli “Avventisti del settimo giorno” a Loma Linda, in California

Prima di soffermarci sulle caratteristiche di questi gruppi, vorremmo sottolineare un punto importante, soprattutto per le persone che seguono diete “low carb” (a basso contenuto di carboidrati), paleo, carnivore, “cacciatori-raccoglitori”, ecc.

Tutte le comunità più longeve al mondo – senza eccezione – seguono una dieta ad alto contenuto di carboidrati, basata su cibi vegetali!

Non troverai al mondo alcun gruppo di persone – con una documentazione attendibile – che viva a lungo e in salute seguendo una dieta ricca di grassi, di proteine, povera di carboidrati e basata su cibi di origine animale.

Inoltre, le ricerche condotte sugli Avventisti del settimo giorno sfata il mito che non esistano al mondo casi documentati di popolazioni longeve che seguano una dieta vegana (approfondiremo questo punto più avanti).

 

Dunque, cosa mangiano queste persone?

==> In Sardegna la dieta tradizionale si basava su pane integrale, verdure, un po’ di formaggio di capra e di vino. La carne non veniva consumata regolarmente.

Non serve essere esperti nutrizionisti per constatare che la dieta appena descritta si basa su cibi di origine vegetale, è molto povera di grassi e ricca di carboidrati.

==> Ad Okinawa, la dieta consisteva soprattutto di patate dolci, prodotti tradizionali a base di soia, riso e verdure.
Di nuovo, la tipica dieta degli abitanti centenari di Okinawa era molto semplice: verdure dell’orto, tè verde, e forse un po’ di pesce, con del riso e un po’ di tofu.

Prima di ogni pasto, avevano anche l’interessante abitudine di pronunciare “hara hachi bu”, un insegnamento confuciano che essi recitavano per ricordarsi di mangiare fino a essere pieni all’80%.

==> La dieta degli Avventisti del settimo giorno è più in linea con una dieta salutista moderna che con una dieta tradizionale dettata dalle circostanze. Frutta fresca, pappa d’avena, insalate e cibi vegetariani sono le basi del menu. Interessante notare che non tutti gli Avventisti sono vegetariani o vegani. Ma i vegetariani sono risultati più longevi rispetto ai consumatori di carne (in media di due anni), mentre i vegani hanno sorpassati tutti in termini di longevità.

Chi è convinto che non esistano al mondo casi documentati di comunità di vegani che vivono a lungo, si sbaglia: il caso degli Avventisti del settimo giorno lo dimostra.

==> Gli abitanti di Nicoya, in Costa Rica, si cibavano soprattutto di tortillas di mais, fagioli, e alcune proteine animali come le uova, il pollo o il maiale. Rispetto alle altre popolazioni più longeve, quella di Nicoya assumeva una maggior quantità di cibi di origine animale, tuttavia è anche quella che consumava la maggior quantità di frutta fresca.

Un fatto interessante su Nicoya è che registra il tasso di tumore allo stomaco più basso di tutta la Costa Rica. Per qualche ragione, i costaricani hanno uno dei tassi di tumore allo stomaco più alti del mondo. La conclusione dei ricercatori è stata che la grande quantità di frutta consumata dagli abitanti di Nicoya li abbia aiutati a prevenire questa patologia.

Se ti interessa tutta la storia, puoi leggere il libro. Tuttavia, qui ci interessa soprattutto evidenziare alcuni punti importanti che emergono da queste ricerche.

  • Tutte le comunità più longeve al mondo seguono una dieta ricca di carboidrati, povera di grassi, basata su cibi vegetali.
  • Tutte le comunità più longeve al mondo consumano molte verdure, incluse quelle a foglia verde.
  • Quando ne hanno la possibilità, mangiano molta frutta e questo sembra contribuire alla loro longevità.

 

La dieta tipica dell’ultracentenario è molto semplice

Se analizziamo tutte le diete delle popolazioni più longeve al mondo, troviamo che esse prevedono gli stessi semplici cibi ogni giorno. Sembra proprio che non abbiamo bisogno di consumare un’enorme varietà di cibi, per essere in salute. La qualità del cibo, più che la quantità, è importante.

Inoltre, cibi “ricchi” come la carne e il formaggio, se mangiati, sono sempre riservati a occasioni speciali, quindi non fanno parte della dieta abituale.

E ora, sei pronto a vivere 100 anni o anche di più?!

Alla tua lunga vita!

Comments

commenti

Iscriviti e Ricevi Omaggi e Nuovi Articoli

crudo e salute omaggi

Grazie! Controlla la tua email!

LASCIA LA TUA EMAIL

Ricevi i 10 Errori Insospettabili nella Dieta Crudista

Grazie! Il PDF è in arrivo, controlla la tua email.

Share This