<– Il dibattito sulla frutta (parte 1)

Gli zuccheri della frutta sono un problema?

“Ho letto un po’ sulla filosofia del dottor Doug Graham e mi ha colpito la sua enfasi sulla frutta. A causa dell’ibridazione, la frutta di oggi contiene tanti zuccheri e non è più come quella di 500 anni fa.  Questo favorisce problemi di glicemia, carie dentale e candida. Puoi dire la tua su questo argomento?”

Monique

RISPOSTA DAL DR. GRAHAM:

“Ho risposto a questo tipo di preoccupazioni, in profondità, nel mio libro The 80/10/10 diet (in inglese). Ecco comunque, in breve, la mia risposta:

zuccheri della fruttaMolti dei frutti di oggi sono stati in effetti ibridati, al fine di migliorarne al gusto. Ad esempio, anche solo 40 anni fa il pompelmo era quasi immangiabile senza l’aggiunta di zucchero. Le varietà più dolci di mele, uva, e molti altri frutti sono disponibili oggi sul mercato, ma  50 o 100 anni fa semplicemente non esistevano.

In sostanza, ciò che è cambiato è il rapporto tra gli zuccheri e il totale dei minerali contenuti in questi frutti. Incrementando la dolcezza della frutta, il rapporto si è spostato a favore degli zuccheri. Per questo motivo, gli esseri umani devono consumare verdura a foglia verde, che ha un rapporto zucchero/minerali decisamente a favore dei minerali, in modo da mantenere un sano equilibrio di questi due tipi di nutrienti.

Sono sempre stato a favore del consumo di foglie verdi, ho raccomandato il loro uso durante tutta la mia esperienza di 27 anni con la dieta crudista. Da dieci anni a questa parte, in realtà, io consiglio una percentuale  di verdure più elevata (2-5% del totale delle calorie consumate) di chiunque altro nel campo della salute.

La nostra dieta naturale, frutta e foglie verdi, non favorisce la carie, la candida, i disturbi del metabolismo degli zuccheri, la stanchezza cronica, i disturbi digestivi, il cancro, le malattie cardiache, o qualsiasi altro problema di salute.

La maggior parte di questi disturbi possono essere ricondotti al consumo eccessivo di grassi nella dieta o all’ampio uso di alimenti innaturali, come i cibi disidratati o raffinati.

La quantità di calorie che una persona deve consumare non varia di molto, che stia consumando fichi che forniscono 20 calorie l’uno o fichi che ne forniscono 40. La quantità di carboidrati necessari ogni giorno rimane stabile, pari a circa l’80% delle calorie totali.

L’unica cosa che cambia, se i frutti sono stati modificati in modo da aumentane la dolcezza, è la quantità di fichi da consumare e l’apporto di minerali che forniscono.

Ovvero, una persona che mangia fichi dolci avrebbe bisogno di mangiarne solo 20, anziché 40, con l’aggiunta di qualche foglia di lattuga, al fine di ottenere la stessa quantità di calorie e lo stesso contenuto di minerali”.

 

La Frutta: il cibo più incompreso!

del Dr. Douglas Graham

La frutta è uno snack, un dessert, un pasto, o è un alimento da evitare del tutto?

Da quando l’uomo è apparso sulla terra, la frutta ha sempre fatto parte della sua dieta.  Essa ha una storia lunga e prestigiosa, che di recente è stata un po’ offuscata.

Sin dalla storia scritta più antica, la frutta ha svolto un ruolo chiave nella salute umana. E’ stata l’alimento principale consumato “nel giardino dell’Eden” per un numero incalcolabile di anni.

Durante l’età dell’oro, circa 2500 anni fa, la frutta era il cibo predominante. In questo periodo di tempo, nell’antica Grecia si assistette allo sviluppo di un numero di pensatori, filosofi, artisti e atleti decisamente sproporzionato rispetto a qualsiasi altra epoca.

La Frutta è sempre stata riconosciuta come il top per la salute, e detiene ancora fermamente questa posizione. Il vecchio detto “una mela al giorno toglie il medico di torno”, è stato sostituito da “mangia frutta tutti i giorni, almeno 5 porzioni al giorno”; ciò indica che i benefici della frutta sono stati ampiamente riconosciuti. Il nostro governo, l’industria della salute, l’AMA, i nutrizionisti, i dietologi, e ogni organizzazione di prevenzione delle malattie, che offrono consigli nutrizionali, suggeriscono di mangiare più frutta.

Intanto, dall’altro lato della medaglia, ci sono persone che evitano completamente la frutta e altri che  hanno paura di mangiarla. Alcuni leader del movimento crudista, di fatto, hanno affermato che dovremmo imparare a vivere senza la frutta.

Ovviamente, qualcuno si sbaglia. Vediamo se siamo in grado di scoprire dove sta l’errore.

 

“L’ultima cosa che ho mangiato è stata la frutta.”

Nel mondo dei media, non è raro che le persone mi dicano che non possono mangiare frutta perché essa sconvolge il loro equilibrio digestivo. Quando chiedo come hanno fatto a capirlo, mi dicono che è stato facile: “Ho mangiato frutta come prima cosa al mattino, e subito mi è venuto un mal di stomaco.”

Cerco di spiegare loro che è molto probabile che il cibo che hanno mangiato la sera prima sia ancora nel loro stomaco, e che versarci su del succo d’arancia o di altri frutti può aver peggiorato le cose, creando un pasticcio di fermentazione che chiamo “combo-abombo.”

Per ottenere risultati migliori, ti suggerisco di aspettare fino a quando lo stomaco è veramente vuoto, prima di ingerire frutta fresca. In caso contrario, dal momento che la frutta è stata l’ultima cosa consumata prima dell’indigestione, è facile che essa ne prenda la colpa.

Allo stesso modo, nel movimento crudista, la frutta viene ritenuta responsabile di problemi che non ha causato. Sulla base di calcoli provenienti da osservazioni personali e professionali, il crudista medio consuma il 65% o più delle sue calorie sotto forma di cibi grassi.

Questa percentuale, che è più di una volta e mezzo superiore alla media nazionale americana (che è del 42%), deriva principalmente da pasti calorici in cui abbondano alimenti grassi come oli, avocado, noci, semi, cocco e olive.

Con una dieta così abbondante di grassi, i livelli ematici di questa sostanza tendono ad essere estremamente elevati.

Livelli elevati di grassi nel sangue portano a livelli elevati di zuccheri nel sangue, poiché gli zuccheri non possono fluire bene quando i livelli ematici di grassi sono elevati.

In questo scenario, il pancreas e le ghiandole surrenali sono costretti a lavorare di più per abbassare i livelli di zuccheri nel sangue. Questo li induce ad affaticarsi e, infine, ad ammalarsi.

Ne derivano grandi oscillazioni nei livelli di zuccheri nel sangue, conosciute come iper e ipoglicemia e, infine, diabete e stanchezza cronica. L’ipoglicemia si sviluppa come risultato di un’eccessiva produzione di insulina.

La tiroide segue questo andamento, perché è stimolata dalle ghiandole surrenali che spesso diventano ipo-funzionali e si indeboliscono. Inoltre, è noto come un consumo eccessivo di grassi provochi problemi ormonali, cancro, malattie cardiache e disturbi digestivi.

Perché dunque incolpare la frutta? Molti dei sintomi e delle condizioni di cui sopra non diventano evidenti, a meno che non si consumi frutta. Sbalzi glicemici si verificano  spesso  immediatamente dopo aver consumato anche piccole quantità di frutta, quando la dieta è ricca di grassi.

Tuttavia, quasi tutti i disturbi attribuiti al consumo di frutta sono in realtà causati da una dieta ricca di grassi. Mentre i leader del movimento crudista continuano a incolpare la frutta per una vasta gamma di problemi di salute, devo ammettere che questi problemi continueranno a verificarsi, ma solo fino a quando il consumatore seguirà una dieta ricca di grassi.

La soluzione non è evitare la frutta, dato che non è la frutta la causa dei problemi. Anzi, è proprio un insufficiente consumo di frutta che spinge i crudisti a consumare grandi quantità di cibi grassi. Gli zuccheri semplici contenuti nella frutta, cioè il glucosio e il fruttosio, sono essenziali, sono il carburante utilizzato da tutte le cellule del nostro corpo.

 

“Ho tanta fame quando mangio solo frutta.”

Una delle lamentele più comuni relative alla frutta è che essa non sia in grado di saziare a lungo. “Ho provato a mangiare frutta al mattino e circa un’ora dopo stavo già morendo di fame”, è quello che, di solito, mi dicono.

A prima vista, questo potrebbe sembrare un legittimo atto d’accusa per l’inadeguatezza della frutta come pasto, ma la questione merita di essere approfondita. Quando chiedo alla gente che cosa intende per “pasto a base di frutta”, di solito mi risponde “Ho mangiato un’arancia”, o “una fetta di melone”, “una banana”, o “un po’ d’uva.”

Una colazione tipica negli USA, per la maggior parte delle persone, contiene solitamente circa 750 calorie. Un pezzo di frutta di medie dimensioni ne contiene circa 75. Quando facciamo colazione con “un pezzo di frutta o due,” stiamo assumendo solo il 10-20% delle calorie che eravamo soliti assumere in precedenza, ecco perché ci sentiamo vuoti e con poca energia.

Anche se l’obiettivo è perdere peso, questa diminuzione drastica è troppo estrema per essere nutrizionalmente adeguata. Quando spiego che la frutta ha una densità calorica inferiore a quella di tutti gli altri alimenti, ad eccezione delle verdure, intendo che, di conseguenza, se ne deve mangiare un volume maggiore.

La domanda successiva di solito è:

“Sì, ma quanta frutta posso mangiare in un solo pasto? Mi stai dicendo di mangiare più di una fetta di melone o di due banane?”

Sì, dico esattamente questo. Possiamo allenarci a mangiare frutta a sufficienza per fare dei pasti soddisfacenti, mangiandone fino a essere completamente sazi. Questo potrebbe significare mangiare un intero melone per colazione,  oppure sei, dodici, o anche un maggior numero di banane per pranzo.

Ci sono tre fattori principali coinvolti nella sensazione di sazietà.

E’ molto probabile che da bambino tu abbia sentito tua madre dire: “Non mangiare dolci prima dei pasti, ti rovinerai l’appetito.” In effetti, stava affermando che la frutta è un alimento saziante, anche se in realtà parlava di caramelle o altri alimenti meno accettabili al momento.

Anche un piccolo aumento della glicemia oltre i valori normali influisce nel dare una sensazione di sazietà. La frutta fornisce certamente gli zuccheri necessari per un tale aumento e, quindi, risulta molto saziante. Questo è il motivo per cui molte persone si sentono inizialmente soddisfatte con piccole quantità di frutta.

Un’altra ragione per cui la frutta dà una sensazione di sazietà è il suo alto contenuto di nutrienti essenziali. La sua composizione nutrizionale, messa a confronto con quella di tutti gli altri cibi, copre quasi interamente lo spettro delle esigenze nutrizionali dell’uomo.

Inoltre, i nutrienti nella frutta sono più facilmente accessibili e assimilabili, poiché la frutta richiede meno digestione di quanto non facciano gli altri alimenti. Molti dei nutrienti presenti nella frutta non richiedono digestione e vengono assorbiti facilmente. Questi includono, tra gli altri: acqua, zuccheri, sali minerali, vitamine e molti fitonutrienti.

Sebbene non digeribile, la fibra della frutta è morbida e solubile e quindi delicata sulle membrane del tratto digerente, mentre offre facile accesso ai nutrienti che naturalmente trattiene. Questi fattori si combinano insieme, rendendo la frutta un cibo molto saziante.

Ultimo ma non meno importante aspetto, il nostro livello di sazietà è direttamente correlato al volume di cibo che consumiamo. Per sentirsi sazi, perciò, dobbiamo ingerire un volume significativo di cibo. Tutti i nostri nutrienti essenziali possono essere concentrati in una compressa o in una barretta e consumati in pochi morsi. Mentre alcuni esperti potrebbero considerare completo sotto il punto di vista nutrizionale un “pasto” simile, la ricerca ha ripetutamente dimostrato come le persone non riescano a saziarsi a causa del suo scarso volume. Con la sua bassa densità calorica, la frutta fornisce un volume di cibo perfettamente saziante.

In realtà, per molte persone abituate a consumare piccoli volumi di cibo, ad esempio con pasti ricchi di grassi, trovare soddisfazione con un pasto di sola frutta diventa in genere una sfida (col volume) apparentemente insormontabile. Pensano “Il mio stomaco non può contenere tutto questo!”

Eppure, se prendono sul serio questa sfida per un paio di giorni, si renderanno conto che possono mangiare quantità adeguate di frutta, sentendosi soddisfatti e migliorando la propria salute.

 

La frutta costituisce il pasto ideale

Ci vuole un po’ di pratica per imparare che con un pasto di sola frutta è possibile essere sazi per diverse ore. E’ altrettanto vero che è necessario un adattamento mentale, al fine di espandere la propria comprensione in proposito.

Con l’esperienza, la propria capacità di consumare pasti a base di frutta soddisfacenti aumenterà, fino a diventare uno dei più grandi piaceri della vita. Dopo tutto, la frutta è un alimento salutare. Chiunque sia interessato a raggiungere e mantenere una maggiore salute, dovrebbe considerare di adottare la frutta come alimento principale.

 

Problemi col fruttosio

“Dalla lettura della tua newsletter, sembra tu sostenga una dieta ad alto contenuto di frutta, in modo da soddisfare il proprio fabbisogno calorico senza consumare grandi quantità di grassi. Sembra che ci sia un sacco di confusione a riguardo, ed è pieno di professionisti della salute riconosciuti che considerano il fruttosio (ad esempio lo zucchero della frutta) non idoneo al consumo umano.

Sostengono che il consumo di fruttosio sia problematico per il fegato, poiché viene immediatamente convertito in grasso e favorisce il problema del così detto “fegato grasso” (steatosi epatica). Questi professionisti specificano che è bene non consumare più di 2 pezzi di frutta al giorno, poiché consumandone di più, oltre a convertirsi facilmente in grasso, il fruttosio causerà anche picchi nei livelli di insulina, provocando tutta una serie di altri problemi associati a squilibri ormonali. Cosa mi sai dire a riguardo? “

RISPOSTA: Metto seriamente in dubbio la reputazione degli autori che sostengono che il fruttosio, così come si trova naturalmente nella frutta, possa causare problemi di salute, soprattutto quando questi autori consigliano formaggio e carne rossa che vendono sui loro siti web.

In molti articoli pubblicati sul sito internet del Dott. Mercola (uno dei siti più popolari di medicina alternativa), gli studi citati sui “danni” del fruttosio sono stati fatti utilizzando fruttosio raffinato, come ad esempio lo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio. Mercola applica in modo errato queste stesse conclusioni al fruttosio naturale presente nella frutta.

Adottare una dieta a basso contenuto di grassi e ricca di frutta non causerà aumenti nei livelli d’insulina e non causerà inutili aumenti di peso, né il fegato grasso. Le persone che condannano una dieta a base di frutta, ovviamente, non hanno alcuna esperienza in proposito.

 

E per quanto riguarda l’indice glicemico?

“Ultimo ma non meno importante, quando si parla di dieta ottimale, uno dei criteri importanti è l’indice glicemico basso. Nuovamente, questo mette in discussione la frutta, poiché tutta la frutta ha un indice glicemico alto. Così, anche se amo la frutta, sto cominciando a chiedermi se sia saggio consumarla regolarmente “.

RISPOSTA: La maggior parte della frutta non ha un indice glicemico alto. La banana è a 51 (basso), il kiwi è a 47 (basso), il pompelmo è a 25 (basso), il mango è a 41 (basso), le arance sono a 31 (basso), la papaya è a 56 (basso). Solo l’anguria è elencata come “ad alto indice glicemico” nella maggior parte dei grafici (72).

Secondo il dr. Fuhrman, autore del libro “Eat to Live” (in italiano), “Le prove scientifiche indicano che l’indice glicemico di un alimento non è un predittore affidabile del suo effetto sui livelli di glucosio, colesterolo e insulina.”

Non c’è bisogno di preoccuparsi per l’indice glicemico di un particolare alimento, se stiamo parlando di frutta, che è ricca di nutrienti e di fibre. La presenza di fibre nella frutta nel controllo della glicemia è molto più importante dell’indice glicemico. Anche i carboidrati ad alto indice glicemico come i cereali, che comunque io non consiglio, non causeranno problemi di zucchero nel sangue né di diabete, se vengono consumati nel contesto di una dieta a basso contenuto di grassi.

Questi alimenti ad alto indice glicemico sono collegati all’ intolleranza al glucosio e all’insensibilità insulinica, o insulino-resistenza (l’incapacità dell’insulina di “trasportare” zucchero alle cellule), solo se consumati assieme a quantità eccessive di grassi. A causa del consumo di cibi ad alto contenuto di grassi, si ha una carenza di recettori per l’insulina sulla superficie cellulare e vengono secreti alti livelli di insulina.

Quando i carboidrati, compresa la frutta dolce, vengono consumati lontano dai cibi grassi, e nell’ambito di una dieta a basso contenuto di grassi, causano una risposta insulinica piuttosto bassa.

Anche seguendo una dieta a basso indice glicemico, è possibile che i cibi ingeriti favoriscano il diabete, se si assumono cibi ad alto contenuto di grassi, che inducono il corpo a secernere più insulina.

L’indice glicemico è molto impreciso, perché l’effetto degli stessi alimenti su persone diverse può essere così diverso da rendere inaccurate tutte le tabelle a riguardo.

Frutta e verdura hanno un indice glicemico da basso a moderato. Alcuni frutti sono un po’ alti, ma questo non ha importanza. Anche i cibi ad alto indice glicemico come le patate non hanno alcun collegamento col diabete e con i disturbi del metabolismo degli zuccheri, nel contesto di una dieta a basso contenuto di grassi.

Molte culture hanno un’incidenza dello 0% di diabete anche se la loro dieta è composta dall’ 80% di alimenti ad alto indice glicemico, come le patate o il riso.

Le persone così dette “esperte”, che prescrivono diete alla gente dicendo di non mangiare alcuni tipi di frutta e verdura, perché sono presumibilmente ad “alto indice glicemico”, o per qualche altro problema come “l’ibridazione” o il fruttosio, stanno in realtà creando paure e allontanando le persone dagli alimenti naturali, mentre d’altra parte promuovono invece il burro crudo di mucche nutrite a solo erba. E’ triste.

Naturalmente, i cibi semplici e integri sono sempre meglio dei cibi raffinati, a prescindere dalla loro posizione sulle tabelle degli indici glicemici, che alcuni scienziati hanno realizzato prendendo come riferimento persone non sane, che seguono una dieta americana standard.

Personalmente, non mi baso su grafici difettosi e teorie errate per nutrire il mio corpo, e incoraggio anche voi a non farlo.

 

Come combattere la candida: capire il vero problema

“Sono crudista vegano al 100%, e attualmente sto seguendo religiosamente la fase 1 del programma di cura della candida del Dr. Gabriel Cousens. Non ho avuto alcun sollievo in oltre 1 anno di candida: per 30 giorni ho seguito un programma crudista, poi un altro, e un altro ancora…”

RISPOSTA:

Il modo per combattere la candida è semplice: devi capire che la candida è un problema che deriva dal consumo eccessivo di grassi, non di zuccheri. Quando mangiamo troppi grassi, l’eccesso di questi nel flusso sanguigno diminuisce la sensitività insulinica, così che gli zuccheri non hanno modo di essere trasportati alle cellule velocemente come dovrebbero.

Essi si accumulano nel flusso sanguigno andando a nutrire la candida, che è naturalmente presente. La candida poi prolifera, per “mangiare” gli  zuccheri in eccesso. La soluzione non è consumare meno zuccheri o tentare di eliminare la candida, ma andare alla radice del problema, che è consumare meno grassi. Qui ci sono alcune informazioni utili sull’argomento, tratte dalle Faq del Dr. Graham. Ad ogni modo, il mio libro “Raw Secrets” e il mio corso “Come porre fine alla confusione sulla nutrizione” esplorano i problemi correlati a un eccessivo consumo di grassi.

 

“Ho la candida e mi è stato detto di evitare di mangiare troppi zuccheri. Come faccio a mangiare così tanta frutta dolce, visto che è piena di zuccheri?”

L’eccesso di grassi, e non di zuccheri, è responsabile della candida. Quando i livelli di grassi nel sangue aumentano, lo stesso fanno i livelli di glucosio, perché l’eccesso di grassi impedisce all’insulina di compiere la sua funzione di trasporto degli zuccheri alle cellule. Con l’eccesso di grassi presente nei vasi sanguigni, si bloccano i recettori dell’insulina, inibendo la normale attività metabolica.

Un eccesso di zuccheri nel sangue è pericoloso e può causare malattie serie o anche la morte. I lieviti e la candida sono una presenza costante nel sangue, necessaria all’organismo come meccanismo di prevenzione, che interviene quando c’è un eccesso di zuccheri nel flusso sanguigno per riportare gli zuccheri ad un livello più basso, meno pericoloso.

Quando gli zuccheri vengono distribuiti e usati dalle cellule del corpo, i lieviti muoiono velocemente. Se i livelli di grasso sono cronicamente alti per via di una pessima dieta, gli zuccheri rimarranno nel flusso sanguigno, andando a nutrire le grosse colonie di candida piuttosto che i 18 trilioni di cellule del corpo.

Affamate di carburante, queste cellule non riescono più a metabolizzare energia, causando stanchezza cronica. Poiché tutti i carboidrati, i grassi e le proteine che mangiamo vengono convertite in zuccheri semplici (glucosio) per essere utilizzati dalle cellule del nostro corpo, l’unica via per uscire da questo circolo vizioso non è mangiare meno zuccheri, ma meno grassi. Quando i livelli di grassi diminuiscono drasticamente , gli zuccheri iniziano nuovamente ad essere processati e distribuiti. I livelli di lieviti quindi diminuiscono, perché non c’è più zucchero disponibile.

FREDERIC: Per concludere, il consiglio che do alle persone che mi fanno domande sulla candida è di adottare, sul serio e per un bel periodo, una dieta povera di grassi, evitando tutti gli oli, le noci e gli avocado. Spesso molte persone che hanno combattuto con questo problema per anni,  attuando questa dieta povera di grassi ottengono un sollievo immediato. Dopo un periodo di astinenza, piccole percentuali di grassi possono essere reinserite nella dieta, come spiego nel mio libro Raw Secrets.

Una testimonianza personale: ho un amica appena tornata da Cuba, dove ha consumato solo frutta e verdura, più acqua di noci di cocco, senza nessun grasso aggiunto. Ha mangiato così per 6 settimane, risolvendo un problema di candida che a parole sue “sembrava essere eterno”.

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