L’argomento B12 è molto dibattuto e le informazioni che circolano a riguardo sono spesso contraddittorie e a volte scorrette. Per fare chiarezza pubblichiamo, in due parti, un approfondito articolo di Don Bennett*, esperto di dieta vegan-crudista e ricercatore che ha studiato a fondo l’argomento.

 

Don Bennet

Don Bennett

Proprio come il mio articolo approfondito sulla vitamina D, questo pezzo sulla B12 non è corto né dolce, per due ragioni:

1. C’è un sacco di disinformazione sulla B12, e spazzare via le convinzioni errate in tema di salute è una delle cose di cui mi occupo;

2. E’ di vitale importanza che tu abbia informazioni corrette su tutto ciò che ha un grande impatto sulla tua salute, la tua qualità di vita e la tua longevità, e la B12 è una di quelle cose.

Perciò questo articolo non consiste, come tanti altri articoli sulla B12, semplicemente in una raccolta di informazioni pre-esistenti in sintonia con le mie personali inclinazioni (un buon ricercatore non può avere preconcetti nel cercare la verità/realtà). Lo scopo di questo articolo non è tanto spiegare perché ci siano informazioni così contradditorie, quanto cercare di educare su tutto ciò che riguarda la B12 (dato il grande impatto che può avere sulla salute).

Alcuni educatori vegani e alcuni profani (soprattutto vegan-crudisti) sostengono che i vegani non debbano preoccuparsi della B12, e che l’integrazione non sia una soluzione. La ricerca scientifica, e la mia esperienza clinica, mostrano chiaramente che i cibi vegetali non sono una fonte sufficiente e affidabile di B12, e che la maggior parte dei vegani, anche crudisti, ad un certo punto diventano carenti se non integrano in qualche modo.

Ma perché è così? Ovviamente non siamo fatti per aver bisogno di integratori alimentari. Da dove dovrebbe venire la B12? Questo articolo cercherà di rispondere a questa domanda così intensamente dibattuta.

 

C’è o non c’è B12 nel cibo?

Oggi sappiamo che c’è B12 in qualsiasi cibo contenga una certa quantità di vitamine del complesso B, anche se in precedenza non eravamo in grado di rilevare queste piccole quantità. Tecnologie più moderne ci hanno permesso di scoprire che la B12 è presente nei cibi ricchi di vitamine del gruppo B. Tuttavia, questa non è sufficiente per coprire il nostro fabbisogno! Questo è il punto da ricordare. Perciò, il fatto che ci sia B12 in alcuni cibi vegetali non prova che essi siano la fonte da cui dovremmo ricavare questa sostanza. Perciò, se qualcuno ti dice che la frutta contiene B12, non discutere, semplicemente chiedi, “ma è sufficiente a coprire il nostro fabbisogno?” Perché questo è ciò che conta!

Forse, solo forse, milioni di anni fa, quando i livelli di stress erano molto inferiori, ed era quindi inferiore anche il nostro fabbisogno di B12, e assumevamo un po’ di B12 naturalmente attraverso l’acqua che bevevamo, ed eravamo sufficientemente attivi (“adeguatamente attivi”) per mangiare cibo a sufficienza per assumere proteine a sufficienza per produrre fattore intrinseco a sufficienza (necessario per utilizzare la B12), allora, sì, forse questa quantità di B12 era abbastanza – assieme a quella prodotta dal nostro corpo – per fornirci tutta la B12 di cui avevamo bisogno.

Ma questo era milioni di anni fa. Occupiamoci del tempo in cui stiamo vivendo ora. Occupiamoci della realtà. Nella realtà, ci sono diverse ragioni per cui carnivori, vegetariani, vegani e crudisti dovrebbero controllare i propri livelli di B12 e correggere insufficienze/deficienze, specie dal momento che le deficienze a lungo termine possono causare lesioni vascolari e danni neurologici irreversibili.

E, per inciso, le piccole quantità di terra presenti sulla frutta e sulla verdura (se non le lavi), non sono una fonte di B12 per noi.

Ho già visto molti vegani con danni neurologici, e altri con problemi cardiaci, causati da deficienza di B12… E’ completamente irresponsabile da parte di un professionista medico non consigliare un’integrazione di B12 di qualche tipo, o un controllo regolare dell’uMMA.” Dr. Joel Fuhrman, MD

 

Ok, anzitutto cos’è la B12?

La B12 è una vitamina idrosolubile del gruppo B vitale per il metabolismo dei carboidrati e la produzione di energia, che gioca un ruolo importante anche nella formazione di globuli rossi sani e in tutte le funzioni neurologiche.

La B12 viene prodotta da un microbo – un battere; viene prodotta da microorganismi. b12La B12 è l’unico nutriente che contiene l’elemento traccia cobalto, da cui il suo nome chimico di cobalamina. Abbiamo bisogno di cobalto, anche se viene utilizzato solo in forma di B12. E se vogliamo essere tecnici, laB12 non è nemmeno una vitamina; la chiamiamo così semplicemente per comodità; ecco perché da questo punto in avanti la chiamerò semplicemente “B12” (lo stesso vale per la “vitamina” D). Peraltro, dal momento che il corpo necessita di cobalto per produrre B12, se non ce n’è a sufficienza nel cibo che mangi a causa del modo in cui viene coltivato, il tuo corpo non sarà in grado di produrne abbastanza, e questo è uno dei fattori che contribuiscono a far sì che i crudisti siano carenti di B12.

 

Quindi, da dove dovremmo prendere la B12?

La buona notizia è: possiamo produrcela da soli! Ma tra le tante controversie intorno alla B12, c’è anche la tesi che, nonostante il Fattore Intrinseco (necessario per assorbire la B12) venga prodotto nel nostro stomaco e sia risaputo che il nostro intestino produce B12, la B12 venga prodotta in un tratto troppo avanzato dell’intestino per essere assorbita dal nostro corpo. Questa tesi è stata però smentita dalla ricerca decine di anni fa e non è altro che una teoria. Infatti, un’edizione del 1999 di Human Anatomy and Physiology afferma chiaramente che assorbiamo B12 attraverso l’intestino tenue. E’ così che dovremmo ottenere la B12. Dico “dovremmo” perché facciamo alcune cose che lo impediscono, come:

  1. Consumare bevande alcoliche
  2. Consumare sostanze irritanti che disturbano la flora intestinale (come aglio, zenzero, cipolle, spezie e cibi piccanti)
  3. Consumare diuretici (che disidratano il corpo) come caffè, tè, sale, aceto, alcool, zenzero, cipolle, crucifere, soda
  4. Fumare (qualsiasi cosa)
  5. pH acido anziché alcalino
  6. Usare antibiotici (spesso contenuti nei prodotti animali)

 

Qualche parola sul punto 2: le sostanze irritanti

Molti vegani e vegetariani usano ingredienti come aglio e cipolle nelle loro ricette, o li consumano quando mangiano cibi preparati da altri, e alcuni crudisti continuano a usarli, crudi, nei loro piatti. Ma guardare alle cose, come l’aglio, in modo isolato – considerandone solo i benefici senza gli aspetti negativi – è un modo sbilanciato di osservarle. Queste sostanze ostacolano/danneggiano la nostra flora intestinale, e anche se, una volta smesso di consumarle, il corpo può riparare/riequilibrare le cose, la produzione di B12 può risultare alterata per un periodo di tempo abbastanza lungo da creare problemi.

E’ inoltre risaputo che non è bene prendere un antibiotico quando non se ne ha bisogno. Cibi come l’aglio hanno proprietà antibiotiche.

Perciò, messi sulla bilancia, i benefici dati da queste sostanze irritanti sono largamente superati dai loro aspetti negativi. La mia filosofia è di ottenere gli stessi benefici da sostanze che non hanno questi aspetti negativi, cosa piuttosto facile da fare (una volta che cominci a pensare un po’ di più fuori dagli schemi).

 

Perché il tuo corpo potrebbe non avere abbastanza B12

(dando luogo a una insufficienza/deficienza)

  1. Il tuo corpo non ne produce abbastanza e/o non ne stai introducendo abbastanza (sotto forma di cibi che possono contenere B12, dirò di più su questo argomento).
  2. Ne produci abbastanza ma non riesci ad assorbirla
  3. Il tuo fabbisogno di B12 supera la capacità del tuo corpo di fornirla, a causa di una super-richiesta dovuta a fattori ambientali ed emozionali.
  4. La componente proteica (riguarda coloro che seguono una dieta completamente crudista, a basso contenuto di grassi, per cui questo aspetto non è molto conosciuto): la B12 necessita di legarsi ad alcune proteine per poter essere assimilata adeguatamente. Lo stomaco secerne una proteina – chiamata Fattore Intrinseco – che si lega alla B12 e poi si unisce a speciali recettori nell’intestino tenue, dove viene trasportata dentro le cellule che rivestono la parate intestinale.La B12 viene quindi trasferita a un’altra proteina, la transcobalamina II, che attraverso il flusso sanguigno circola in tutto il corpo. Se una persona segue una dieta esclusivamente crudista basata sulla frutta, in cui l’apporto proteico è molto vicino al minimo, ed è anche meno attiva di quanto dovrebbe essere, potrebbe non mangiare cibo a sufficienza per ottenere tutti gli amminoacidi essenziali, che sono i mattoni per costruire le proteine, e di conseguenza una delle proteine necessarie per assorbire la B12 potrebbe essere insufficiente, dando luogo a un’insufficienza di B12. Perciò, se in media la tua proporzione di carboidrati-grassi-proteine è vicina a 90-5-5 (percentuali sul totale delle calorie), devi essere abbastanza attivo da riuscire a mangiare cibo a sufficienza per rifornirti degli amminoacidi e degli acidi grassi essenziali di cui hai bisogno. Per alzata di mano, chi di voi era a conoscenza di questo? Non molti, credo… Non siete contenti di avermi incontrato? 🙂

 

“Alcuni batteri nell’intestino tenue producono vitamina B12. La quantità di vitamina B12 prodotta non sembra adeguata a prevenire una deficienza.”

Reed Mangels, Ph.D., R.D.

Nonostante l’affermazione generica, questo è ciò che egli ha osservato in generale, e le probabili ragioni verranno discusse qui sotto.

 

Una nota sui termini “insufficienza/deficienza”:

Anche se qualcuno potrebbe dire che è semplicemente una questione di grado, si tratta di due scenari differenti, ognuno con una sua serie di problemi e soluzioni.

Una “insufficienza” può essere descritta come una quantità di un determinato nutriente non sufficiente per una salute ottimale, ma non così bassa da comportare danni seri, che però probabilmente si verificheranno se l’insufficienza si aggrava (diventando una deficienza), o se si protrae per un lungo periodo. Le insufficienze possono essere “sub-cliniche”, e in questo caso è impossibile individuarle con la nostra attuale tecnologia di analisi anche se, dal punto di vista del corpo, non c’è abbastanza di quel nutriente per provvedere al quotidiano lavoro di mantenimento e riparazione, né per darti le migliori chances di non ricevere mai una diagnosi di qualcosa di serio in futuro. Le insufficienze possono dare dei sintomi, ma solitamente non vengono notati o riconosciuti come sintomi di qualcosa che non va; tuttavia, le persone che generalmente sono in ottima salute e più in sintonia col proprio corpo rispetto alla media potrebbero accorgersi di qualcosa “che non va”, senza riuscire a esprimere ciò che sentono (era il mio caso, quando soffrivo di un’insufficienza di B12).

Una “deficienza” è un’insufficienza che si è aggravata al punto da provocare dei danni. Qui solitamente ci sono sintomi avvertibili, che però possono essere attribuiti da alcuni all’ “invecchiamento”. Ecco perché sto cercando di portare consapevolezza su questo argomento, in modo che le persone possano impedire che il loro livello di B12 scenda troppo; diversamente da altre carenze nutrizionali, il danno provocato da una deficienza di lunga data di B12 può essere irreversibile.

L’altra differenza significativa tra insufficienza e deficienza è la quantità di nutriente da integrare per correggere il problema. C’è differenza tra una “dose di mantenimento”, fatta per compensare il cibo non ottimale, dal punto di vista nutritivo, fornito dal nostro sistema agro-alimentare (per quanto riguarda i nutrienti che dovrebbero provenire dal cibo), e una dose “dose terapeutica” da prendere per un breve periodo al fine di correggere un’insufficienza/deficienza e riportarti alla sufficienza.

 

Una nota per i crudisti

Sei diventato crudista non solo per migliorare la tua salute, ma per conquistare la miglior salute possibile adottando la miglior dieta possibile (e facendo attenzione anche a tutti gli altri fattori importanti per la salute quanto la dieta). Ma il termine “dieta” non si riferisce solamente ai cibi che dovremmo mangiare, bensì include anche i nutrienti che dovremmo assumere. Se i cibi che mangi provengono dal sistema agro-alimentare, non sono così densi di nutrienti come potrebbero e dovrebbero essere.

La “dieta” dovrebbe essere considerata tenendo conto sia dei cibi che dei nutrienti di cui abbiamo bisogno, entrambe le categorie sono ugualmente importanti. Puoi mangiare tutti i cibi adatti a te, ma forse non ne mangi abbastanza da ottenere tutti gli amminoacidi e gli acidi grassi essenziali di cui hai bisogno, seguendo una dieta troppo povera di grassi. (Oppure stai mangiando troppi di questi cibi, assumendo più calorie di quelle di cui hai bisogno.) E anche se stai mangiando i cibi giusti nelle giuste quantità, cosa succede se questi sono carenti dal punto di vista nutritivo a causa del modo in cui vengono coltivati?

Ci tengo a dire che “il cibo è importante… la nutrizione lo è ancor di più”, poiché solitamente ci focalizziamo sul cibo e non facciamo abbastanza attenzione ai nostri bisogni nutrizionali. Le persone che stanno ancora divulgando la teoria ottimistica secondo cui “possiamo ottenere tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno dal cibo, purché non lo cuociamo”, a mio avviso stanno facendo un cattivo servizio alla comunità crudista in crescente espansione. Ecco perché sto scrivendo qualcosa che non avrei mai pensato di scrivere… un “libro di dietetica”. Il mio ultimo libro sul crudismo contiene alcune informazioni molto importanti di cui tutti i crudisti dovrebbero essere a conoscenza.

 

Corrono il rischio di una deficienza di B12 in particolare le persone che…

…non assumono cibi fortificati (come i crudisti vegan o i macrobiotici) [discorso che si applica agli Usa, dove molti cibi in commercio vengono fortificati con vitamine, N.d.T]

…assumono sostanze che interferiscono con la B12 prodotta dal corpo (vedi sopra)

…possono non avere abbastanza Fattore Intrinseco per assimilarla adeguatamente

…hanno un fabbisogno di B12 superiore rispetto a quello che il loro corpo può soddisfare

non assumono abbastanza cobalto (e suoi co-fattori) con la dieta

…hanno “poco” acido nello stomaco (il pH non è abbastanza basso per digerire completamente le proteine)

…hanno alcune modificazioni genetiche che fan sì che la B12 venga consumata più velocemente.

 

Un altro gruppo a rischio di carenza di B12 è quello dei bambini allattati al seno le cui madri non producono o non assumono sufficiente B12. Se una madre è già carente durante la gravidanza, il bimbo può nascere con livelli di B12 molto bassi e sviluppare sintomi clinici di deficienza nel giro di due settimane, o semplicemente cominciare la sua vita con un livello di B12 sub-clinicamente basso se la madre aveva un’insufficienza. Uno studio condotto nel Regno Unito ha mostrato come i bimbi vegani allattati al seno per almeno sei mesi crescano e si sviluppino normalmente, se le madri integrano la B12.

Lo menziono perché ci sono persone contrarie all’uso di integratori, ed è una decisione personale. Ma per le future madri, che vogliono il meglio per il loro bimbo – che naturalmente merita di cominciare una vita sana – potrebbe essere più prudente applicare l’approccio “meglio prevenire che curare” rispetto all’integrazione. Questo include assicurarsi di avere sufficiente B12 (e acidi grassi essenziali, vitamina D e iodio per nominare alcuni tra i nutrienti potenzialmente più problematici per chi si nutre con cibi forniti dal nostro moderno sistema agro-alimentare e vive lontano dall’equatore… specialmente lo iodio, se vuoi che tuo figlio sia il più intelligente possibile).

 

Un co-fattore della B12

Dato che l’ho appena menzionato, mi viene in mente che a determinare bassi livelli di B12 (test urinario dell’acido metil-malonico alto) possono contribuire bassi livelli di iodio. Chiunque abbia un livello di B12 basso dovrebbe controllare anche il proprio livello di iodio. Se la tua B12 è “ok”, però, non significa automaticamente che anche il tuo livello di iodio lo sia; in realtà, sulla base delle persone che ho controllato personalmente, tutti dovrebbero verificare il proprio livello di iodio (il 100% delle persone che ho testato avevano, in diversi gradi, bassi livelli di iodio, cosa che non sorprende quando se ne comprende il motivo).

Colpo di scena: i medici controllano lo iodio con uno spot test sulle urine, che però non è indicativo del livello di iodio nei tessuti, che invece è un indicatore molto migliore del livello di iodio (proprio come un test urinario sull’acido metilmalonico uMMA è molto meglio di un test sanguigno sulla B12). Perciò un test sulle urine delle 24 ore è molto meglio per scopi diagnostici, tuttavia non sorprende che i test più rilevanti dal punto di vista diagnostico non siano mutuabili e/o disponibili ovunque. Infatti, solo 3 laboratori negli Usa eseguono un test per lo iodio sulle urine delle 24 ore, e io sono tra i pochi che lo raccomandano e che sanno come interpretarne i risultati e applicare le misure correttive. E lo iodio può essere anche più problematico della B12, dato che il nostro corpo non può produrlo; la RDI [Recommended Daily Intake, dose giornaliera raccomandata, NdT] per lo iodio è troppo bassa per essere sufficiente (dirò di più sulle RDI in generale più tardi). Ma lo iodio è storia per un altro articolo; ho fatto qui una digressione solo per l’importanza che esso ha per la salute.

Esattamente, che ruolo ha lo iodio in rapporto all’utilizzo della B12? Insufficienza di iodio = tiroide ipoattiva = livello di T4 sotto la norma, e il T4 è necessario non solo per produrre T3, ma è parte integrante del processo di conversione della riboflavina (vitamina B2) nel sua forma coenzimatica attiva “FAD”, necessaria per una corretta metilazione (“metil” come nella forma attiva della B12, la metilcobalamina). Tranquilli, questo non lo chiederò agli esami 🙂

 

Il Fattore Intrinseco

Per essere adeguatamente assimilata, la B12 deve combinarsi con una mucoproteina chiamata Fattore Intrinseco, che normalmente è presente nelle secrezioni gastriche dello stomaco. Se la produzione del Fattore Intrinseco è compromessa, la B12 non può essere utilizzata dal corpo, a prescindere da quanta ne produce il corpo. Una ragione interessante per cui la produzione di Fattore Intrinseco può essere insufficiente è quella che ho menzionato sopra: il caso di una persona che segua una dieta low fat a basso contenuto proteico senza essere attiva abbastanza da mangiare una quantità di cibo sufficiente per fornire tutti gli amminoacidi essenziali – i mattoni delle proteine – per cui non c’è abbastanza di questo importante enzima, stranamente chiamato Fattore Intrinseco. Da notare che con un integratore da sciogliere sotto la lingua il Fattore Intrinseco non è necessario affinché la B12 possa essere utilizzata dal corpo.

 

Come si misura la B12

Normale test sanguigno

Negli Usa [e anche in Italia, NdT] il normale test per la B12 è un test sanguigno. Il range è 211 – 946 pg/mL, ciò significa che il livello minimo dell’intervallo “ok” è circa 200. Ma ora si ritiene che questo sia un valore troppo basso; in Giappone, dove i casi di demenza sono molti meno rispetto agli Usa, il livello minimo è 500. Ma anche se il tuo livello risulta 500, potrebbe essere ancora troppo basso, dal punto di vista dell’utilizzo; ecco perché.

La spirulina e le alghe, una volta essiccate, non contengono B12 attiva. Contengono invece quantità significative di “analoghi” della B12 (che sembrano B12 ma non sono funzionali) e questi analoghi inattivi competono con la B12 attiva, occupandone i recettori (“parcheggi” sulle cellule) e abbassando così il livello di B12. Ecco perché il normale test sanguigno per misurare la B12 può dare un risultato “ok”, mentre un test uMMA [acido metilmalonico nelle urine, NdT] mostra un valore basso; il test sul sangue non riesce a distinguere tra la B12 attiva e quella inattiva, e sfortunatamente molti dottori non lo sanno (perciò educateli; alcuni vi ribgrazieranno, altri vi guarderanno sdegnosamente). (Nota: anche se non consumi alghe essiccate, le tue analisi del sangue possono mostrare un buon risultato anche se in realtà il tuo livello di B12 è basso.)

 

Test sMMA e uMMA

Un test migliore rileva lo stato effettivo della B12, ovvero il suo utilizzo da parte del corpo, e non solamente quanta B12 circola nel sangue. Questo si ottiene testando uan sostanza che riflette direttamente quanto il tuo corpo utilizza la B12. Questa sostanza è l’acido metilmalonico, in sigla MMA. Può essere misurato sia sul sangue che sulle urine, ma l’esame sulle urine è meglio perché viene effettuato più frequentemente perciò ci sono molti più dati, inoltre puoi farlo da solo raccogliendo le urine a casa e poi mandandole a un laboratorio, mentre l’analisi sul sangue dev’essere fatta in un laboratorio o in uno studio medico. Il valore normale del uMMA [acido metilmalonico nelle urine, NdT] è tra 0.00-3.56 µmol/mmol Cr: più basso è, meglio è. Se è più alto di 3.56, sicuramente hai una carenza di B12 o non stai utilizzando quella che il tuo corpo produce nel tratto digestivo. Il valore esatto determina quanta B12 prendere in via terapeutica. Se il tuo risultato è 3.55 non significa che sei a posto, dovresti comunque correggere l’insufficienza tenendo conto dei fattori che nel tuo stile di vita possono interferire con la produzione e l’assimilazione della B12. (Nota: potresti anche fare già tutto “giusto” ma avere un fabbisogno di B12 superiore a quello che il tuo corpo riesce a soddisfare, a causa dei livelli di stress di oggigiorno, che il tuo corpo non è naturalmente designato per sopportare; questa è un’altra ragione per cui il livello di B12 può essere basso e c’è bisogno di integrarla).

Se riesci a fare solo un sMMA (test fatto sul sangue, “s” sta per siero), il range è tra 0-376 nmol/L (0.00-0.38 µmol/l); più basso è, meglio è.

 

Test dell’omocisteina

Anche se il test MMA è il massimo per testare la B12, c’è un altro esame che può rilevare una deficienza: quello dell’omocisteina. Se è elevata, potrebbe esserci una deficienza di B12.

Un valore elevato dell’omocisteina si verifica anche con una carenza di B6 o di folati**, è il caso di persone (a volte anche vegetariane e vegane) che hanno una dieta pessima. Tuttavia per i crudisti è piuttosto difficile essere carenti di questi nutrienti, perciò un test dell’omocisteina può essere un buon indicatore del livello di B12 se si assumono abbastanza B6 e folati.

Può esserci omocisteina alta anche con una dieta a base di prodotti animali, specialmente carne, poiché contiene quantitativi più alti (rispetto a una dieta vegetale) di un amminoacido chiamato metionina, che può alzare il valore dell’omocisteina a un livello non salutare.

(** L’acido folico è la forma sintetica dei folati e va evitato.)

Perciò se un non-vegano vuole misurare la propria B12, dovrebbe fare il test MMA. Ma poiché mangia cibi non adatti all’essere umano, fare anche un test dell’omocisteina può essere una buona idea per sapere se deve diminuire il consumo di prodotti animali, diminuendo così il rischio di disturbi al cuore e di deterioramento dei nervi e delle arterie (quando l’omocisteina è alta, agisce come una tossina nel sistema nervoso e vascolare e può accelerare l’aterosclerosi, causa primaria di infarti e attacchi).

Per l’omocisteina l’intervallo normale è 2.2-13.2 µmol/l; i valori bassi sono i migliori. Il livello medio di omocisteina della popolazione occidentale è circa 12, e anche se rientra nei “normali” valori, non è necessariamente un livello salutare. Se per alcuni periodi hai l’omocisteina a 22, per esempio, hai una probabilità cinque volte più alta di avere un attacco di cuore fatale rispetto a qualcuno che ha un valore costante di 8… più alta di cinque volte, non del cinque per cento. (Ciò implica che l’omocisteina è un marker migliore per i disturbi cardiovascolari rispetto al colesterolo. Il fatto che, diversamente dal colesterolo, non ci siano farmaci che possono abbassare l’omocisteina, potrebbe spiegare perché questo esame non fa parte delle analisi basilari prescritte in un check-up.)

Perciò un test dell’omocisteina è un altro buon strumento a tua disposizione, dato che valori alti sono connessi a un maggior rischio di problemi cardiaci e patologie nervose e vascolari. Altri disturbi associati all’omocisteina alta sono: Alzheimer e perdita di udito con l’età (dovuti a carenza di B12), difetti al tubo neurale (dovuti a carenza di folati), aborti ricorrenti e, ormai l’avrai intuito, morte prematura.

 

“Test” soggettivo

Una nota sul cercare di capire se hai bisogno di integrare la B12 semplicemente prendendo per un po’ un integratore e osservando come ti senti: non è una buona idea. Trovo che si tratti di un “test” un po’ troppo soggettivo.

Un certo numero di persone che lo hanno fatto, concludendo così di essere “a posto”, in realtà non lo erano secondo il test uMMA fatto in seguito. Alcuni avevano usato una forma orale (da inghiottire) di B12, rendendo il “mancato effetto” comprensibile per le ragioni spiegate sopra, tuttavia la maggior parte aveva usato B12 sublinguale di buona qualità.

Dopo che mi fu diagnosticata una deficienza di B12, assunsi dosi terapeutiche di B12 e dopo una settimana feci nuovamente il test: i valori erano tornati a posto, tuttavia non mi sentivo meglio. Perciò questo metodo non mi sembra affidabile per determinare il proprio livello di B12.

 

Una nota su quantità di B12 raccomandate e RDA

Prendendo in considerazione un nutriente, tendiamo a osservare due cose: quanto ce n’è in un determinato cibo, e di quanto di quel nutriente abbiamo bisogno. Solitamente ci riferiamo a delle tabelle.

Le tabelle sui “fabbisogni” spesso sono suddivise per categorie di genere ed età, tuttavia rimangono delle approssimazioni e hanno poco a che fare con i nostri bisogni reali. Ad esempio, il fabbisogno di B12 varia ampiamente in base a fattori come inquinamento e livelli di stress. Dove sono nelle tabelle le categorie “basso”, “medio”, “alto” per quanto riguarda stress e inquinamento? Perciò, non dovremmo fare affidamento su tabelle generiche, bensì su test individuali.

Anche per quanto riguarda le RDA dei vari nutrienti queste tabelle sono sostanzialmente inutili. Molto di questi valori sono o politicamente determinati o basati su costruzioni teoriche, o indicano valori appena sufficienti per prevenire le deficienze più gravi, come il rachitismo (vitamina D), lo scorbuto (vitamina C), il beriberi (vitamina B1), il gozzo (iodio), ecc.

E’ grandioso che le RDA ci aiutino a prevenire questi problemi gravi che un tempo affliggevano la popolazione, ma di quanto in realtà abbiamo bisogno per una salute ottimale? Risposta: secondo me, molto di più rispetto alle RDA (devo scrivere “secondo me” per non scatenare la collera di qualcuno).

 

*Don Bennett si definisce “Specialista per l’evitamento dei disturbi” e “Consulente per creare salute”! Vive in Florida, Usa. Il suo sito web è http://health101.org

 

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Rimani sintonizzato, perché presto arriverà l’interessantissimo seguito, in cui parleremo:

  • delle funzioni della B12
  • dei possibili problemi cui si va incontro in caso di carenza
  • dei diversi modi per alzare il proprio livello di B12
  • delle informazioni scorrette che circolano sulla B12
 

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