La musica può aiutarci a guarire e a stare meglio? La risposta è sì, ascoltare musica può avere un’influenza molto positiva sulla nostra salute e contribuire a migliorare la qualità della nostra vita.

di Frederic Patenaude

 

Può la musica influenzare la nostra mente al punto da innescare la guarigione? E’ possibile, poiché ascoltare musica ha qualcosa in comune con l’esperienza della meditazione. A una lezione di yoga o a una seduta di massaggio è facile sentire della musica di sottofondo: essa infatti contribuisce agli aspetti rilassanti e meditativi di queste pratiche.

La musica può influenzare positivamente la nostra pressione sanguigna, il nostro ritmo cardiaco, ed è in grado di ridurre gli ormoni dello stress (come l’adrenalina e il cortisolo).

Una ricercpotere della musicaa tedesca ha studiato gli effetti della musica su dei pazienti sottoposti all’angiografia. I medici del dipartimento di neuroradiologia della scuola medica di Hannover monitoravano gli ormoni dello stress, il ritmo cardiaco e la pressione sanguigna dei pazienti, scoprendo valori migliori (meno ormoni dello stress, pressione sanguigna più bassa) nel gruppo che aveva ascoltato musica rispetto al gruppo che non l’aveva ascoltata.

Un dentista di mia conoscenza mette musica classica nel suo studio per aiutare i pazienti a rilassarsi durante un intervento.

Naturalmente, l’effetto dipende dal tipo di musica che si ascolta. Per avere un effetto rilassante e alleviare lo stress, il suo ritmo dev’essere regolare e avvicinarsi a quello del nostro cuore. Ecco perché, a questo scopo, in genere si ricorre alla musica barocca e ad alcuni altri tipi di musica classica.

Il musicista David Binanay gestisce un’organizzazione non profit chiamata “Music over Mind”, che si occupa di suonare gratuitamente negli ospedali a beneficio dei pazienti affetti da disturbi mentali.

Binanay stesso utilizzò la musica per favorire il suo recupero da un episodio psicotico, e la sua esperienza fu così forte da spingerlo a fondare la sua organizzazione.

Egli afferma: “E’ stata una svolta all’80% dalla perdizione a una completa rinascita. Mi sento una persona migliore di quella che ero prima della malattia.”

 

La musica viene utilizzata anche per ridurre il dolore

Alla Cleveland Clinic, attraverso l’uso di musica registrata si è riscontrata una riduzione del dolore post-operatorio (di ben 4 volte inferiore).

Questo può essere ricondotto al fatto che la musica aiuta a diminuire lo stress e attiva i centri del piacere nel cervello.

Ascoltare la musica che amiamo stimola alcune aree del cervello che innescano il piacere. Perciò, probabilmente, non è necessario ascoltare musica classica per poterne sperimentare gli effetti benefici. Basta ascoltare la musica che ci piace, specie se questa ha un ritmo regolare che si avvicina a quello del nostro cuore.

 

Musica che causa l’effetto opposto

Possono altri tipi di musica avere un effetto opposto, cioè provocare aggressività, rabbia e/o depressione?

Feci questa esperienza quando ero un fan del death metal. Il death metal è una forma estrema di heavy metal in cui i testi vengono praticamente ringhiati e urlati. La musica è più veloce e aggressiva, con le chitarre accordate più basse. E’ un tipo di musica estrema che era popolare negli anni ‘90.

Non ho mai notato davvero gli effetti di quella musica sulla mia mente, perché ad un certo punto me ne sono allontanato naturalmente. Ricordo che alcuni anni fa, intorno al 2009, ritornai per un po’ al death metal dopo aver guardato un documentario sulla storia dell’heavy metal che mi aveva ricordato i miei anni da teenager. E’ musica che ha una certa potenza e in qualche modo ne rimasi come rapito. Dopo alcuni mesi, però, notai che contribuiva davvero a farmi sentire giù o addirittura depresso.

La stessa cosa mi accadde a vent’anni, quando per un periodo ascoltai The Wall dei Pink Floyd. Si tratta di musica molto malinconica, e mi sentivo effettivamente molto triste, ma non collegai le due cose finché un amico non me lo fece notare. “Forse ha a che fare col fatto che nelle ultime settimane non hai fatto che ascoltare The Wall.” “Forse”, pensai. Smisi di ascoltarlo e quello stato d’animo sparì.

Credo che qualsiasi musica ci faccia rilassare e provare gioia possa avere effetti curativi. Spesso non ci prendiamo il tempo di ascoltare musica, o non sappiamo cosa ascoltare.

 

Ecco un pezzo che ha una storia interessante

Si tratta del terzo movimento del Quartetto in La minore, opera 132 di Beethoven. E’ un pezzo che Beethoven scrisse dopo essere guarito da una grave malattia, un disturbo intestinale che lo aveva colpito nell’inverno del 1824 e di cui aveva avuto paura di morire. Scrisse questo movimento, conosciuto come Heiliger Dankgesang, o come Santo canto di ringraziamento di un convalescente alla Dio, nel modo Lidio. E’ un pezzo molto personale che scrisse per ringraziare personalmente Dio.

Il modo Lidio è un modo musicale usato nel medioevo e Beethoven lo usò perché sapeva che era il più gioioso. Sentiva che era la scala più positiva che potesse usare per la sua composizione. (Per ottenerla, basta fare una scala su un pianoforte suonando solo i tasti bianchi da un Fa all’altro).

Riportiamo qui sotto il link al pezzo: conoscendo la sua storia e il motivo per cui è stato composto, puoi ascoltarlo apprezzando ancor di più le sue qualità. Speriamo possa portarti gioia, pace… e aiutarti a guarire, se ne hai bisogno!

 

 

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