Qualche tempo fa una conoscente, preoccupata per me, mi parlò di un programma TV che aveva visto e che riguardava un disturbo legato all’eccessiva attenzione per il cibo.

Il disturbo in questione si chiama “ortoressia”, e probabilmente ne avrai già sentito parlare. Il termine deriva dal greco “orthos”, che significa “giusto o corretto” e “orexis”, ovvero “appetito” e indica un’ossessione per il mangiare sano.

Cominciai così a interrogarmi sul modo in cui gli altri percepivano le mie scelte alimentari, e più in generale su dove si trovasse il limite tra una “sana” attenzione al cibo e una preoccupazione “patologica”.

Nel libro Raw Food Controversies (in traduzione!), Frederic Patenaude menziona persone che sono addirittura morte a causa di un’ossessione per la “purezza”.

Spesso, dice, tra i crudisti e altre categorie particolarmente attente alla salute, il problema principale diventa l’ordine delle priorità.

ortoressia

Molte persone, cioè, finiscono per fissarsi su alcuni dettagli come il mangiare assolutamente tutto crudo e biologico al 100%, spendendo moltissime risorse, tempo ed energia per farlo, e al tempo stesso facendo grossi errori che vanificano completamente i loro sforzi. Ad esempio, mangiare troppi grassi o non fare alcuna attività fisica.

Alcuni diventano così ossessionati dalla dieta da farla diventare la loro preoccupazione primaria: non riescono a smettere di pensare a cosa mangeranno, e temendo di non riuscire a soddisfare le proprie esigenze, finiscono per evitare gran parte delle occasioni sociali.

Steven Bratman, l’autore del libro sull’ortoressia Health Food Junkies scrive: “Quando un ortoressico sgarra, l’unico rimedio è un atto di penitenza, che solitamente comporta un regime dietetico ancor più stretto o anche il digiuno per ripulire le tracce di cibi malsani.”

Scrive inoltre: “Mentre i bulimici e gli anoressici si focalizzano sulla quantità del cibo, l’ortoressico si fissa sulla sua qualità. Tutti e tre – il bulimico, l’anoressico, e l’ortoressico – danno al cibo uno spazio eccessivamente grande nel disegno della vita”.

 

Come fai a capire se soffri di ortoressia?

Qui sotto trovi un semplice test: per ognuna delle domande, segna un punto se la risposta è affermativa. Più punti accumuli, più l’ortoressia è qualcosa che ti riguarda.

1) Passi almeno tre ore al giorno pensando al cibo (sano)? Se sì, segna un punto. Se ne passi di più, segna due punti.

2) Hai già un programmato quello che mangerai domani? Pensi in anticipo a ciò che mangerai il giorno dopo?

3) Badi più ai benefici di ciò che mangi che al piacere che ne ricavi?

4) Trovi che con l’aumentare della qualità della tua dieta, la qualità della tua vita nel complesso sia diminuita?

5) Diventi sempre più rigido con te stesso?

6) Sacrifichi esperienze che una volta apprezzavi, per mangiare i cibi che ritieni giusti?

7) La tua autostima aumenta quando mangi cibi salutari? Guardi dall’alto in basso chi non lo fa?

8) Ti senti in colpa o provi disprezzo per te stesso quando sgarri dalla tua dieta?

9) La tua dieta ti isola dagli altri?

10) Quando mangi “come dovresti”, provi piacere per il fatto di avere tutto sotto controllo?

Onestamente, c’è più di qualche punto a cui un tempo avrei risposto “sì”.

Ora, pur ritenendo importante mantenere una certa linea ed evitare di cadere nel “mangiare un po’ di tutto, con moderazione”, credo sia altrettanto importante evitare di fare della propria dieta un’ossessione. In tal caso le nostre decisioni, tese a inseguire un ideale, si allontanano dal buon senso.disturbi-psicologia-cibo

 

Ecco qualche esempio di comportamenti ortoressici:

  • Mangiare di tutto, purché sia “crudo”.
  • Rifiutare del cibo solo perché non è biologico. Una banana comune è pur sempre meglio di un gelato o di una merendina “crudista” biologica. Cibi grassi e snack elaborati, pur se biologici, rimangono cibo-spazzatura.
  • Pensare che poiché ti interessi a uno stile di vita sano, gli altri debbano fare altrettanto. Pensare di essere migliore o più avanti di chi non lo fa. Questo semplicemente ti allontana dai tuoi amici e dai tuoi familiari.
  • Paragonarti ad altri (ad esempio qualche famoso personaggio crudista), piuttosto che confrontarti con te stesso e considerare il tuo percorso.
  • Non capire che qualche volta andare fuori strada e più che normale… fa parte del cammino.
  • Diventare inflessibile e chiuso verso nuove idee. In questo modo non puoi imparare niente di nuovo.
  • Trattare gli altri senza rispetto.

Non dimenticare che il cibo è solo uno degli aspetti della vita!

Spero che questo articolo ti sia piaciuto e ti abbia dato qualche spunto di riflessione.

Se hai voglia di condividere con noi la tua esperienza sull’ortoressia, scrivi un commento qui sotto!

Laura

 

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