Anche tu conosci qualcuno che, pur non facendo attenzione alla propria salute, ha vissuto bene e a lungo? Vale la pena seguire uno stile di vita salutare o è meglio “godersi la vita” e i suoi piaceri senza troppi pensieri?

di Frederic Patenaude

 

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Sembra che tutti quelli che conosco abbiano un parente che, pur conducendo uno stile di vita alquanto insalubre, ha vissuto a lungo.

“Mio nonno fumava e beveva scotch, però ha vissuto fino a 95 anni” mi dicono.

Queste storie vengono usate come giustificazione per non vivere una vita salubre. Però, una volta che scopri la verità su questi fumatori cosiddetti longevi, comprendi che ce l’hanno fatta per pura fortuna genetica.

Moltissime fra le persone che raggiungono l’età di 100 anni nella nostra società occidentale, con una dieta e uno stile di vita standard, lo fanno perché sono estremamente fortunate, non perché abbiano uno stile di vita che favorisce la longevità.

Quando qualcuno mi racconta una storia come questa, faccio notare che la grande maggioranza delle persone nelle società occidentali sviluppa malattie degenerative. Per provarlo, basta semplicemente che ti guardi attorno. Quante persone conosci, sopra i 60 anni, che non abbiano qualche forma di malattia cronica?

Quante persone conosci, anche solo sopra i 45 o i 50, che non prendano medicine? Le sole persone che non prendono farmaci sono quelle che si dedicano attivamente alla loro salute – gli entusiasti del fitness, i vegetariani, i salutisti, e i flexitariani (dieta vegetariana flessibile).

La grande maggioranza delle persone muore di malattie cardiache, di cancro, ecc.

“Ok, bene, ma allora preferisco godermi la vita finché posso piuttosto che vivere una lunga vita noiosa”.

Quando le persone comprendono che, in realtà, i fumatori centenari sono alquanto rari, sento sempre dire qualcosa del genere.

“Perché dovrei cercare di seguire uno stile di vita salutare e privarmi di così tanti dei fantastici piaceri della vita nella speranza, forse, di invecchiare?”

Dicono, “Perché fare tutta questa fatica? Così non ti godi la vita nel presente. Goditi la vita nel presente. Moriremo tutti di qualcosa.”

Questa argomentazione riguarda essenzialmente il rapporto costi-benefici.

 

I benefici del mangiare cibo malsano superano i costi in termini di salute persa, secondo la maggior parte delle persone.

 

Io preferisco godermi la vita ora. Moriremo tutti di qualcosa, perciò posso concedermi un sacco di piaceri a 20 anni, a 30 e a 40, forse, poi morirò di qualcosa. Ma dobbiamo tutti morire di qualcosa.”

Trovo questa argomentazione piuttosto strana, dato che tutti si lamentano della propria salute o della salute di altre persone. Ci preoccupiamo per i nostri amici e familiari che hanno malattie gravi. Ci preoccupiamo per la nostra stessa salute, e temiamo che ci venga diagnosticato un cancro o una malattia cardiaca. Tutti sappiamo che una volta che si perde la salute, si perde tutto. Ha senso fare tutto questo per potersi godere le alette di pollo oggi?

Perché ci teniamo a dire che la salute è così importante, ma affermiamo anche il contrario – “Preferirei godermi la vita ora, dato che tutti moriremo di qualcosa?”

Credo che questa sia solo una forma di razionalizzazione, che funziona in due modi.

  • Minimizza significativamente il costo potenziale. Il costo (la malattia) non è immediato, ma è qualcosa che potrebbe accadere nel futuro, e noi non la valutiamo correttamente. Non consideriamo quanto sia orribile vivere gli ultimi 10, 20, 30 anni della nostra vita con una malattia debilitante. Ancora, intorno a noi non mancano esempi che ci mostrino a cosa andiamo incontro se non cambiamo il nostro modo di vivere.
  • Enfatizza eccessivamente la gioia che traiamo dai nostri vizi. Sì, è divertente fare festa. È divertente ubriacarsi. È divertente fare una cena di 5 portate. Il fegato d’oca può essere delizioso, così come possono esserlo le patate fritte con la maionese. Il nostro corpo, effettivamente, è programmato per desiderare questo genere di cibo. Nel cammino della nostra evoluzione umana abbiamo seguito una dieta piuttosto basilare, composta per lo più da cibi vegetali e molto povera di grassi. Occasionalmente, ci imbattevamo in cibi grassi o zuccherini, come il miele. Avere accesso a quei cibi, in determinati momenti, ha fatto la differenza tra la vita e la morte. Il nostro maggior problema, come specie, è sempre stato evitare la fame.

Il contesto in cui viviamo ora è differente. Non soffriamo la fame, anche se non mangiamo quei cibi. Attorno a noi c’è sempre più cibo. Quindi possiamo mangiarlo per piacere, non più per sopravvivere.

Una volta che passi a una dieta salutare, ti disabitui ai vecchi cibi e iniziano a piacerti di più quelli nuovi.

Io ero solito lamentarmi perché mangiavo troppo, o perché mangiavo cose che mi facevano stare male. Era una lotta costante perché quei cibi mi facevano sentire una cacca e, tuttavia, volevo mangiarli comunque.

Ora mi piace il cibo che mangio. In effetti, penso che ora il cibo mi piaccia più di prima, perché mangio per vivere. Un fumatore pensa che la vita sia impossibile senza sigarette, ma chiedi a un ex fumatore se gli mancano le sigarette e lui ti dirà, “No, non ci penso più”. Chiedi a una vegetariana se, dopo vent’anni che non ne mangia, le manca la carne, molto probabilmente ti dirà, “No, sono abituata a mangiare così come mangio ora. Mi piace”.

Quindi, seguire una dieta salutare non è una privazione. Migliaia di società nella storia hanno seguito, e in alcuni casi continuano a seguire, una dieta simile.

 

Il nostro problema è che uno stile di vita malsano è la norma culturale.

Perciò veniamo invitati fuori a cena al ristorante e non ci sono scelte veramente salutari. Siamo costretti a fare compromessi e certamente la nostra misera insalata con condimento a parte, che non useremo, apparirà estremamente deludente rispetto al piatto “mari e monti” del nostro vicino, seguito dal dessert di crème brulée.

Se non fosse per gli aspetti sociali e per il fatto che nella società di oggi spesso esistono solo opzioni malsane, non sarebbe un problema.

Una volta che comprendi come destreggiarti con gli aspetti sociali di una dieta salutare, ce l’avrai fatta!

Non è vero che non puoi vivere senza mangiare cibi sostanziosi tutto il tempo. È solo un’abitudine e, una volta che l’avrai spezzata, non ne avrai più voglia.

Sfortunatamente, non è una cosa facile da realizzare. Una volta che le persone arrivano a pensare che, sì, forse ho ragione e che potrei essere davvero felice di quello che mangio, come ultima argomentazione dicono, “Io non potrei mai farlo…”

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E tu cosa ne pensi?

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