Dr. J.E. Williams

Non c’è dubbio che gli antibiotici, in alcuni casi, salvino vite umane, ma qual è il modo migliore per contrastare i danni che causano al nostro microbioma?

effetti nocivi antibiotici

La Nascita degli Antibiotici

Mia madre era un’ufficiale dell’Army Nurse Corp durante la Seconda Guerra mondiale. Ha assistito in prima persona alle terribili conseguenze della battaglia. Mi ha detto che i feriti erano stipati su navi da carico e traghettati attraverso l’Atlantico verso ospedali negli Stati Uniti. La maggior parte non ce l’ha fatta. L’unico farmaco antidolorifico era la morfina. C’era poco da fare per le infezioni: si trattava di tenere le ferite pulite o amputare un arto infetto. Gli antibiotici erano nuovi e ne esisteva un solo tipo, la penicillina, che quasi sempre si esauriva prima di raggiungere il porto.

Durante le guerre precedenti alla Seconda Guerra mondiale, più persone sono morte per ferite e malattie infette di quante ne sono state uccise in combattimento. La penicillina ha cambiato tutto. Gli antibiotici hanno trasformato la medicina per come la conosciamo adesso.

Ma come molti grandi progressi della medicina la scoperta degli antibiotici fu un incidente. La mattina del 3 settembre 1928, mentre il ricercatore britannico Alexander Fleming ripuliva il suo disordinato laboratorio, vide una placca che aveva una muffa a forma di anello mentre la zona intorno ad essa rimaneva libera dai batteri Staphylococcus: quella muffa era Penicillium notatum.

La maggior parte degli antibiotici non proviene da muffe da cucina, ma dallo sporco. Nel 1939 gli scienziati stavano studiando i microrganismi presenti nel suolo spagnolo, nel tentativo di scoprire come questi organismi aiutassero a mantenerlo libero da malattie. Nello stesso anno, il microbiologo americano Selman Waksman inventò il termine “antibiotico” per descrivere un composto che uccideva i batteri senza essere tossico per le cellule umane.

Nel 1940 gli scienziati dell’Università di Oxford trovarono il modo di purificare la penicillina e iniziarono a testarla prima sui topi e successivamente sugli esseri umani. Con lo scoppio della Seconda Guerra mondiale (1939-1945) i feriti si affollavano in ospedali non adeguatamente riforniti. Le infezioni erano dilaganti. Un team di scienziati si precipitò a sviluppare penicillina in quantità sufficiente a combattere le infezioni batteriche delle truppe ferite.

Nel 1942 la penicillina cominciava a essere prodotta in serie da aziende farmaceutiche britanniche. Grazie al suo uso molti soldati sono stati salvati dalle infezioni che si sono sviluppate dopo le ferite da battaglia. Da tempi di guerra a tempi di pace, la penicillina ha trovato la sua strada nella pratica quotidiana della medicina.

La penicillina ha ridotto il tasso di morte per polmonite batterica: ad oggi, la polmonite ha ucciso il 60-80% delle persone infette, ma la penicillina ha abbassato il tasso di mortalità all’1-5%. Prima della penicillina i reparti speciali degli ospedali erano riservati ai casi di sifilide (circa il 10 per cento degli americani ne era affetto).

Nel 1945 i casi crollarono di oltre il 75% con l’uso di penicillina. Nel 1975 ci furono pochi casi e il tasso di mortalità per sifilide si avvicinò allo zero.

I ricercatori contemporanei riconoscono l’efficacia della penicillina nell’eliminare la sifilide negli Stati Uniti e in altre nazioni sviluppate. Considerano anche il rapporto tra sifilide e penicillina come storicamente unico. L’uso più ampio di antibiotici, basato sull’entusiasmo di assistere ai benefici miracolosi delle ferite infette e della sifilide, ha portato però al rapido progresso dei batteri resistenti agli antibiotici e l’uso eccessivo di massa ha provocato conseguenze impreviste.

 

La Reputazione degli Antibiotici è rovinata

L’uso di antibiotici rende il nostro sistema immunitario più vulnerabile agli agenti patogeni e destabilizza il nostro microbioma. I batteri non sono passivi, ma combattono. La resistenza agli antibiotici si verifica quando un antibiotico perde la sua capacità di uccidere i batteri. I batteri resistenti diventano più forti dei loro predecessori e più pericolosi.

La resistenza è un fenomeno biologico naturale. I batteri e i virus si adattano sempre, e si evolvono velocemente. La resistenza batterica agli antibiotici è la conseguenza del loro stesso uso ma è anche il risultato di un sano adattamento. Un problema maggiore si verifica quando i ceppi resistenti si diffondono da persona a persona tossendo o per contatto con superfici comunemente toccate come le maniglie delle porte.

La buona notizia è che l’uso di antibiotici è drasticamente diminuito nei paesi a più alto reddito, come gli Stati Uniti. Tuttavia, l’uso è aumentato significativamente in Africa, Medio Oriente e Sud America. La cattiva notizia, secondo l’economista sanitario Ramananan Laxminarayan, è che i batteri sono in rapida evoluzione e hanno raggiunto la resistenza naturale agli antibiotici. Ciò può significare che se si raggiunge un punto di ribaltamento della resistenza, gli antibiotici non funzioneranno più.

L’uso eccessivo può inoltre decimare l’ecosistema intestinale: ci vogliono diversi mesi per tornare a popolazioni sane di batteri amici, dopo un singolo ciclo di antibiotici. Alcuni ceppi di organismi probiotici possono non tornare mai più a livelli normali. In questo ambiente squilibrato prosperano batteri ostili o batteri potenzialmente patogeni.

Mentre gli scienziati e i medici studiano modi per contrastare la resistenza, i pazienti sono lasciati soli a trovare il modo di contrastare gli effetti negativi degli antibiotici nel loro corpo.

 

Perché gli Integratori Probiotici Sono Poco Efficaci?

Sono un sostenitore dell’integrazione probiotica. Gran parte della scienza sui probiotici è eccellente. Alcuni probiotici, come Saccharomyces boulardii per la diarrea causata da antibiotici, funzionano velocemente. Ma la maggior parte dei probiotici commerciali non funzionano abbastanza bene. Il problema è semplice. Siamo in lotta contro schiaccianti probabilità di vittoria del mondo batterico.

È difficile determinare il nostro microbioma intestinale perché è composto da circa 100 trilioni di microbi composti da migliaia di specie diverse. Tuttavia la scienza di laboratorio sta migliorando. Il test di laboratorio che uso per i miei pazienti (GI Effects Comprehensive Stool Analysis di Genova Diagnostics) analizza 25 diversi batteri commensali. Questo non è sufficiente per ottenere molte informazioni cliniche, ma è sufficiente per avere un’idea della disbiosi – un microbioma intestinale biologicamente squilibrato.

Poiché i batteri commensali naturali e i batteri vivi che si trovano nei probiotici farmaceutici sono organismi viventi, hanno bisogno della matrice giusta. Proprio come le piante hanno bisogno di un terreno sano e ricco di nutrienti per crescere, i batteri probiotici hanno bisogno di un ricco “terreno” prebiotico.

microbioma prebiotici

Assumere prebiotici dall’alimentazione favorisce il ripristino del microbioma

 

Quando il microbioma intestinale è già malato, la semplice aggiunta di integratori probiotici non è sufficiente per apportare una differenza significativa. È necessaria una strategia terapeutica per azioni multiple. Spesso devo smorzare l’attività di batteri potenzialmente patogeni con estratti botanici antimicrobici o aggiungere elementi costitutivi come il butirrato e sostenere il successo dell’impianto con i prebiotici.

Ma anche con una strategia globale per la ricostruzione della salute intestinale, le specie probiotiche a disposizione di medici e pazienti sono limitate. Non ci sono abbastanza batteri giusti per fare il lavoro in modo efficace.

 

Come Contrastare gli Effetti Negativi degli Antibiotici

Tutte le cose, viventi e non viventi, sono interconnesse. Abbiamo bisogno di respirare ossigeno per vivere. Dobbiamo mangiare per produrre energia. L’aria, il cibo e l’acqua provengono dalla biosfera, una zuppa biologica di trilioni per trilioni e trilioni di innumerevoli microrganismi viventi.

Non c’è modo di aggirarla: dobbiamo vivere tutti insieme. Le persone sono una composizione di microbi e parti umane. Il nostro corpo ospita molti più batteri delle cellule umane.

Se dovete prendere antibiotici, si verificheranno delle turbative. Per la maggior parte dei casi, in  un tempo relativamente minore, il corpo si riequilibra da solo. Ma l’uso ripetuto richiede un pedaggio.

Qual è il modo migliore per proteggere il microbioma del tuo corpo?

Justin Sonnenburg della Stanford University School of Medicine consiglia un approccio “a due fasi”. La dieta e l’integrazione probiotica giocano un ruolo altrettanto importante, ma anche l’esercizio fisico e il giardinaggio biologico, entrambe attività che favoriscono un sano microbioma intestinale. Due passi che diventano quattro pietre miliari e, in ultima istanza, l’intero fondamento della salute umana.

La dieta gioca un ruolo significativo nel sostenere un microbioma interno fiorente. Ottenere abbastanza fibre è fondamentale per la salute microbica. Le fonti di energia primaria dei probiotici sono i carboidrati accessibili al microbiota (MAC). Se non avete abbastanza MAC nella vostra dieta, a causa dell’eccesso di carboidrati raffinati, i batteri cominciano a mangiare la mucosa intestinale: il risultato è un aumento dell’infiammazione e della sindrome dell’intestino permeabile.

Coltivare un microbioma intestinale sano può essere l’obiettivo più importante che raggiungiamo per prevenire e curare le malattie croniche. Ecco cosa raccomando ai miei pazienti:

  1. Prendere Probiotici: prendere Saccharomyces boulardii per la diarrea causata da antibiotici. Utilizzare il  Lactobacillus sporogenes, resistente ai succhi gastrici dello stomaco, un potente probiotico per aiutare a ricolonizzare l’intestino. La ricerca mostra che gli integratori probiotici riducono i sintomi dell’IBS. Nessun tipo di probiotico è migliore di altri. Raccomando una dose elevata (almeno 25 miliardi di unità) di una combinazione probiotica che include Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus plantarum, Lactobacillus rhamnosus, Bifidobacterium breve, Bifidobacterium lactis, Bifidobacterium longum, e Streptococcus thermophilus.
  2. Aumentare la fibra solubile e MACs: secondo la ricerca, la crusca di grano ha l’effetto più benefico. Se sei sensibile al grano, questa scelta non fa per te. Potete ampliare le vostre scelte alimentari includendo quinoa, riso selvatico, miglio e legumi come lenticchie e fagioli neri, oltre alla frutta fresca ovviamente, se tollerata.
  3. Prendete i prebiotici: i prebiotici commerciali sono disponibili in capsule o come polveri che si mescolano in acqua. Per i miei pazienti con sindrome da affaticamento cronico e IBS raccomando sempre di includere i prebiotici insieme ai probiotici. I prebiotici includono inulina da Carciofi di Gerusalemme, Larice Arabinogalactans da corteccia di Larice, e Beta Glucano da lievito nutrizionale.
  4. Includere alimenti fermentati: piccole quantità di alimenti a base vegetale a fermentazione naturale consumati quotidianamente giovano all’intestino. Gli alimenti fermentati includono miso, tempeh, kimchi, crauti e kombucha.
  5. Aumentare le fonti alimentari di acidi grassi a catena corta (platano cotto, patate dolci, mele): Questi acidi grassi a catena corta sono metabolizzati e utilizzati per l’energia dal fegato e aiutano a controllare il metabolismo e l’infiammazione. Gli acidi grassi a catena corta sono strumenti necessari per ricostruire il microbioma intestinale. L’alimento più utile per ripristinare gli acidi grassi a catena corta è la banana verde (platano).
  6. Integratore di butirrato: il sodio o calcio-magnesio butirrato è un acido grasso a catena corta necessario per la salute intestinale. Nei pazienti con disbiosi uno dei risultati più frequenti di un test completo delle feci è la carenza di butirrato. È importante riportare i livelli di butirrato alla normalità. Alti livelli di butirrato rallentano la crescita del cancro e supportano un robusto microbioma intestinale. Prenderne 300-600 mg al giorno.
fermentati probiotici

I cibi fermentati sono ricchi di probiotici e aiutano il microbioma

 

Un giorno saremo più saggi. I medici prescriveranno meno antibiotici riservando quelli più potenti per infezioni potenzialmente letali. Se gli antibiotici saranno reputati necessari, i pazienti prenderanno contestualmente farmaci specifici per la protezione dell’intestino, seguiti da raccomandazioni per una dieta favorevole all’intestino e una prescrizione di simbiotici – combinazioni di prebiotici e probiotici. Possiamo anche imparare a utilizzare la bio-ingeneria sul nostro ecosistema intestinale per riequilibrarlo con cocktail microbici.

Più saggio può significare vivere trovando l’equilibrio con la natura, mangiare una dieta a base vegetale, compresi i supercibi, compresi i prodotti fermentati, il giardinaggio biologico, e avvalendoci di tecnologie e terapie alternative per mantenerci in salute. Rispetteremo le leggi della coevoluzione tra esseri umani e microbi.

Abbiamo bisogno di un ripensamento completo nella nostra comprensione della natura e di come usiamo la tecnologia, non solo dell’uso eccessivo di antibiotici. Questa è una rivoluzione e lo stiamo facendo ora. Vi incoraggio a partecipare al ripristino dell’equilibrio planetario ricostruendo il microbioma del vostro intestino.

 

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