Ne hai mai ricevuti? Ci sono tante opinioni ed esperienze diverse sull’invecchiare. I 40 anni possono essere una svolta cruciale nella vita di una persona: ecco una serie di riflessioni in libertà sul tema dell’invecchiamento.

Di Frederic Patenaude

 

FredDa quando ho compiuto 40 anni, meno di tre settimane fa, ho ricevuto molti consigli (a volte non richiesti) e opinioni su ciò che compiere 40 anni dovrebbe significare, e su cosa dovrei aspettarmi nei prossimi dieci anni.

Queste opinioni sono a volte contradditorie, e mi dimostrano come le persone facciano esperienze diverse per quanto riguarda l’invecchiamento. Le ho ascoltate e messe in un angolino della mia mente, ma non le ho incorporate tutte. Mi sono chiesto: queste persone stanno semplicemente proiettando le loro esperienze o hanno qualcosa di valore anche per me?

Un nuovo co-worker che ho conosciuto ha 45 anni. Ha un corpo da maratoneta ed è più snello di molti trentenni. Dopo alcune relazioni diventate molto intense troppo velocemente, e poi andate male, ha messo giudizio per quanto riguarda l’innamoramento. “Solitamente mi facevo prendere la mano e mi innamoravo in fretta. Ora mi prendo il mio tempo!”

Il mio barbiere ha 49 anni. La prima volta che lo incontrai, aveva un aspetto da “volpe argentata” che gli donava molto. Alto e attraente, con una bella pelle. Tuttavia, avendo cominciato a ingrigire già dopo i vent’anni, non si era mai sentito a suo agio con i capelli grigi e un giorno, non potendone più, li tinse. Ora mi risulta difficile immaginarlo com’era prima. Ha un sacco di appuntamenti galanti, ma (almeno, così dice) è al 100% onesto con le donne nel dire se pensa che con loro funzionerà a lungo termine oppure no. Perciò ha un bel turnover…. E nei siti di appuntamenti, scrive di avere 45 anni…

Riguardo la salute, ho ricevuto molti consigli. Alcuni mi hanno detto “Quando ho compiuto 40 anni, il mio metabolismo ha rallentato”. Altri mi hanno detto di aver cominciato a prendere peso più facilmente. “Non avevo mai avuto la pancetta, prima d’ora!” Allo stesso tempo ho incontrato persone che, pur avvicinandosi ai cinquanta, non avevano quel problema.

Ho alcuni grandi amici che hanno circa vent’anni più di me.

Un caro amico mi ha detto che i 40 sono la svolta più difficile. “Penso che la sfida sia che, quando usciamo dai nostri 30 anni, riacquistiamo consapevolezza – se mi permetti di chiamarla così – e abbiamo nello stesso tempo due forte emozioni. Desideriamo disperatamente ciò che non abbiamo ancora ancora avuto, o vogliamo migliorare ciò che abbiamo. Vogliamo vogliamo vogliamo……e tuttavia, ne abbiamo anche paura. Paura di non aver più tempo, soldi, energia, opportunità: chi più ne ha più ne metta. E ciò di cui avremmo bisogno maggiormente invece è RALLENTARE e riflettere a fondo sulle cose. E’ difficile.”

Mia madre un giorno mi rivelò che i 4o anni non furono un bel periodo nella sua vita. Quando me lo disse, mi resi conto che i miei divorziarono a 39 anni. Dopodiché, mia madre perse entrambi i genitori, con due adolescenti da tirare su nel frattempo. Anni difficili! Apprezzo quello che ha fatto.

Un altro amico, intorno ai 60 anni, rimpiange i suoi 41 anni. “Pesavo 14 chili di meno. I miei capelli erano neri. Avevo i baffi. Ero MOSTRUOSAMENTE GIOVANE.”

Molte persone mi hanno anche detto che il decennio dei 40 è quello migliore. “Hai risolto tutti gli errori dei 30, perciò puoi dedicarti a goderti la vita!”

Spesso ho sentito dire che i 20 sono fatti per esplorare, i 30 per consolidare le tue abilità, reti e relazioni, i 40 per far prosperare il tuo lavoro e le tue relazioni e se, come si spera, ti trovi a buon punto, i 50 per goderti la vita! Anche se sicuramente ha senso godersi la vita e continuare a imparare a qualsiasi età.

Una cosa che, tra tutti questi consigli apparentemente contradditori, secondo me emerge è: ora, dopo aver fatto degli errori, focalizzati su ciò che funziona e cresci nella direzione che vuoi!

I miei 30 anni sono stati eccitanti e divertenti. Ho corso molti rischi e fatto un sacco di errori ENORMI, ho anche imparato cose nuove su di me e fatto grandi progressi nella mia vita, ma mi sono mosso facendo tre passi avanti e due indietro.

Alcuni degli sforzi che sembravano inutili a 20 e a 30 anni ora stanno dando i loro risultati. Prestavo molta più attenzione alla dieta e alla salute della maggior parte delle persone della mia età, e ora mi ritrovo con un BMI [indice di massa corporea] di 22,5, una pressione sanguigna nella norma, nessun problema di salute e in ragionevole, anche se non ottima, forma.

Una cosa su cui sono felice di aver lavorato nell’ultimo decennio è la dieta. La sperimentazione col cibo è stata necessaria per capire cosa funziona, ma non potrei continuare a farla per il resto della mia vita. Va bene sperimentare, ma una volta trovato quello che funziona, è meglio attenercisi! E la mia dieta attuale funziona al meglio per me per quanto riguarda salute, digestione ed energia.

Una cosa su cui invece ho avuto problemi a focalizzarmi a 20 e a 30 anni è stata l’esercizio fisico. Mi sono allenato in modo intermittente, senza mantenere stabilmente un programma per lunghi periodi di tempo. Ho commesso molti errori, e mi sono procurato infortuni allenandomi nel modo sbagliato. Ho dovuto prendermi delle pause e ho avuto difficoltà a trovare una routine che funzionasse.

Dopo un paio di anni di prove ed errori, penso ora di aver capito quali fossero i problemi e come esercitarmi in modo sostenibile, migliorando le aree più deboli e rafforzando quelle già buone.

Un consiglio che ho ricevuto al mio quarantesimo compleanno è stato “non c’è più tempo per trastullarsi”.

O, per dirla in un altro modo: “non riposare sugli allori”.

Come vivi i tuoi 40 anni determinerà come vivrai i tuoi 50, 60, ecc. Questa affermazione si riferisce sia agli aspetti finanziari che a quelli relazionali e alla salute. Continua a costruire e a rafforzare le tue reti sociali. Mantieni un buon programma di esercizi e la tua dieta. E risparmia!

Ho incontrato persone che non sembravano preoccuparsi di queste cose. Semplicemente prendevano la vita così come veniva. Ad alcuni di loro andava bene, altri non erano in una bella posizione. A causa della loro attitudine a “seguire la corrente”, non sono finiti dove pensavano che il fiume li avrebbe portati!

E’ tutta una questione di prospettiva… ma mi è sembrato interessante scrivere queste riflessioni e condividerle.

 

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